* * * COMUNICAZIONE DI SERVIZIO * * *

Informo che la pubblicazione di nuove interviste è al momento sospesa a causa del poco tempo a disposizione per seguire il blog come meriterebbe, mi dispiace...
Invito comunque gli utenti a navigare sulle pagine alla ricerca di interessanti interviste, ad esempio questa (postuma) a Mario Giacomelli.

Mi scuso per l'inconveniente con gli affezionati lettori e (spero) a presto!
Ricerca personalizzata

giovedì 24 luglio 2008

Fotografi nel web #45: Giuseppe D'Angelo

Pubblicato su Dentro al Replay il 24/07/2008




Giuseppe D'Angelo: chi è?
Architetto, (micro)imprenditore edile e da poco tempo impiegato con funzioni dirigenziali nella Pubblica Amministrazione. Non mi spaventa provare nuove strade, sono fermamente convinto che si possano ottenere apprezzabili risultati con l’impegno, la tenacia e la costanza. Sono quelle che ho applicato anche alla creazione di Oltrelafoto.com: pur non essendo un programmatore e non avendo mai frequentato prima una community fotografica, sono rimasto affascinato soprattutto dall’entusiasmo che ho letto negli occhi di mio cugino Salvatore, l’altro amministratore che lavora con me ('lavora' per lui è un termine enorme: diciamo che bazzica sul mio studio), quando la prima volta mi mostrò le sue fotografie su una community. Allora mi sono rimboccato le maniche ed un po’ alla volta ho messo su OLF. Poi sono venuti aiuti di amici programmatori che hanno completato il lavoro. Insomma, se dovessi giudicarmi da me, potrei definirmi una persona normale con un valore aggiunto: tenacia e generosità. La genialità, quella non la si inventa: o la si ha oppure, come nel mio caso, no...

Quando hai iniziato a fotografare?
Fotografare... Solo da pochissimo tempo ho capito il reale significato del termine: da studente in architettura facevo foto e sviluppavo anche, perché trovare laboratori che sviluppassero il bn era difficile e costava anche. Ero convinto di saper fotografare. Adesso ho esattamente la convinzione opposta. Perciò devo dire di essere rimasto sorpreso dalla proposta di Libero: vedere il mio nome accanto a quello di fotografi veri, mi imbarazza enormemente. Se ho accettato, è perché lo ritengo un regalo che mi faccio al mio impegno nella creazione e gestione di uno spazio che mi auguro raggiunga l’obiettivo che mi sono sempre posto: la condivisione di esperienze ed il confronto sereno e sincero tra persone accomunate da una passione che dovrebbe unire. Purtroppo, il condizionale non è un caso. Questo è il mio cruccio costante.

Quale genere ti piace maggiormente fotografare?
Da quando ho cominciato ad occuparmi di fotografia (da pochissimo) ho avuto la fortuna di vedere i lavori di tanti fotografi bravissimi non conosciuti al grande pubblico. Affascinato, ho cercato di imitarli, ho fatto tante domande, provato e riprovato. Non avendo una mia identità fotografica, mi sono cimentato in generi diversi. Rispondo perciò alla domanda con una piccola variazione necessaria nel mio caso: i generi fotografici che apprezzo di più sono street, conceptual e lunghe esposizioni. Non faccio preferenza tra analogico e digitale, anche se devo dire che se non fosse per il secondo in molti, a cominciare da me, non avrebbero mai potuto cimentarsi.

Hai fatto qualche corso di fotografia?
Ovviamente no, purtroppo. Tempo fa vidi il progetto di un amico ed apprezzato fotografo che frequentava OLF: un corso di fotografia per bambini. Ricordo che provai ammirazione per lui e sana invidia per gli allievi.

Quali sono i fotografi del passato e del presente che più apprezzi?
Non ho una grande cultura fotografica, tra i fotografi del passato, posso citare Ansel Adams, Robert Capa, Salgado. Del presente, ce ne sono molti che seguo ed ammiro. Tutti fotografi che, come dicevo prima, sono conosciuti quasi esclusivamente nel ristretto mondo delle community e che meriterebbero molto di più. Ma il mio difetto è sempre stato la sincerità e, pur riconoscendo che le persone acute sono quelle che sanno dosare le parole, butto giù un nome: Zefram. Non smette mai di stupirmi con i suoi lavori ed ha una dote che è propria dei grandi: la capacità di affrontare la vita con serenità e semplicità. Ecco, ho fatto un nome ma garantisco che l’elenco è molto più lungo.

Che attrezzatura fotografica hai usato nel passato, e quale stai attualmente utilizzando?
Da universitario utilizzavo una Nikon analogica di mio padre, ma non ricordo il modello. Adesso ho una Canon 400D, 50ino f1/8 della Canon, Sigma 17-70, un 70-300 Tamron ed un 10-22 Canon. Il primo e l’ultimo obiettivo sono quelli che mi affascinano di più.

Qual è lo scatto al quale sei particolarmente legato?
Questa, si chiama "la fabbrica dei miei sogni".


Credo che il titolo sia importante, anche se, come diceva un mio amico e fotografo (uso il passato non perché sia morto, ma perché non lo sento più da parecchio), le fotografie dovrebbero saper parlare da sole. Aveva perfettamente ragione. Almeno in questo! ;-)

Quali sono i tuoi progetti attuali e quali quelli per il futuro?
Il termine "progetto", nel mio caso, è più azzeccato in riferimento alla mia professione di architetto. Rispondo ancora una volta come amministratore di una community e non come fotografo: riuscire a realizzare uno spazio realmente utile per tutti. Uno spazio dove ci si possa confrontare e scambiare modi di vedere anche diversi, distanti, in maniera sincera ma serena. Dove l’autocelebrazione lasci spazio all’apertura scevra da pregiudizi. Dove gli utenti possano fare tutto ciò autonomamente, all’interno di uno spazio in cui chi gestisce sia "trasparente", quasi invisibile. Ho sempre pensato che un luogo in cui si incontrano persone accomunate dalla medesima passione debba autougestirsi, autoalimentarsi, e non essere gestito e diretto, talvolta con interventi censori che non fanno onore alle persone, prima che ai fotografi. Sarebbe la vittoria della civiltà e della partecipazione sociale. Un progetto attuale, ma anche, temo, futuro, molto futuro... Sembra una celebrazione della community che amministro, ma non è così. Io credo che il web dia oggi l’enorme possibilità di accrescere le proprie conoscenze, è fondamentale cercare di trarre da tutte le community che si riesce, anzi si deve, a frequentare quel che si cerca. La rivalità tra community che hanno gli stessi obiettivi o quantomeno medesima tipologia mi fa sorridere: magari si potesse riunire tutte le intellighenzie disperse tra di esse. Sarebbe un’incredibile possibilità per tutti quelli che vivono ed amano la fotografia.

Hai mai esposto le tue immagini in mostre fotografiche personali o collettive?
No, anche se qualcuno, incredibilmente, me lo ha proposto. Ma, come dicevo prima, me ne vergognerei troppo, ancor di più per la mia veste di amministratore. Sembrerebbe, anzi sarebbe sicuramente, un omaggio alla mia posizione, non certo alle mie capacità di fotografo.

Hai mai avuto riconoscimenti in concorsi fotografici o pubblicazioni delle tue foto su libri o riviste?
No.

Quanto tempo dedichi alla fotografia?
Anche qui doppia risposta. Alla fotografia come amministratore almeno due-tre ore al giorno. Alla fotografia come fotografo tantissimo in meno. Farle tutte e due allo stesso modo credo sia quasi impossibile, considerato che anche nel mio lavoro metto lo stesso impegno ed entusiasmo, ma dedicandoci molto più tempo.

Raccontaci un episodio curioso o simpatico durante una sessione fotografica.
Non ce n’è uno specifico. Devo dire che le esperienze più divertenti sono quelle legate alle poche occasioni in cui sono riuscito ad incontrare altri fotografi. Un anno fa circa, in occasione del primo raduno di OLF a Scapoli, ci fu offerta l’occasione di rappresentare la manifestazione in qualità di fotografi, diciamo, ufficiali. In poche parole il Comune di Scapoli ci mise a disposizione uno spazio dove poter tenere i pc, stampanti etc. Noi andavamo in giro per il paese, scattavamo, stampavamo ed affiggevamo le foto nel palazzo del Comune, dove la gente andava a vederle. Poter partecipare ad un evento del genere, stare insieme ad altri fotografi, vederli in azione tra la folla è stata una bellissima esperienza, per me. Ricordo che al termine andammo via, era molto tardi ed eravamo stanchissimi. Arrivati alla mia auto (una "piccolissima" Peugeot 807, quasi un camion) mi accorsi di aver dimenticato i fari accesi dal mattino. Ecco, per me quella è stata la parte più divertente: vederli tutti dietro a spingere e bestemmiare, anche quelli più "importanti".

Quando rivedi i tuoi vecchi scatti cosa pensi?
Di vecchi non ce ne sono, fotografo da troppo poco. Penso che la strada è ancora lunghissima. Penso a cosa pensano gli utenti di una community con amministratori così scadenti. Salvatore è addirittura imbarazzante. Anche nel suo caso la genialità ha fatto il giro largo. Anzi, con lui la natura è stata addirittura crudele, soprattutto sotto l’aspetto neuronale: per questo non ho saputo mai dirgli di no. Si deve al suo entusiasmo la nascita di OLF: che gli utenti lo ricordino, quando ci sarà da denunciare qualcuno per danni.

Dove sono pubblicate, sul web, le tue foto?
Qui: OltreLaFoto

Un pensiero a chi si avvicina ora al mondo della fotografia.
Tanta umiltà e perseveranza. Osservare tantissimo e non aver paura di confrontarsi e soprattutto domandare. Le persone più brave spesso sono anche quelle più disponibili, non bisogna pensare mai di essere troppo distanti per poter avere un dialogo. Approfittare della enorme possibilità costituita dal web: seguire tanto e ovunque, non soffermarsi ad una sola community, provarle tutte. Ovvio che, a seconda del proprio carattere, si sarà portati a preferirne alcune anziché altre. Non arrendersi di fronte ad i primi giudizi negativi.








Fotografie: © Giuseppe D'Angelo


Vuoi chiudere con un saluto o un ringraziamento?
Innanzitutto mio padre per avermi dato con la sua presenza ed il suo modo di agire ogni giorno la prova che debba esserci ottimismo e fiducia nel prossimo. Per la fotografia il mio imbarazzante cugino, i tanti che hanno dato con i fatti quella prova di cui sopra e l’attuale Staff di OLF, composto da persone innanzitutto per bene e disposte al dialogo, al confronto ed anche a mettersi in gioco in un mondo, quello virtuale, che spesso non perdona, in un processo molto più veloce di quello della vita reale.

Nessun commento:

Posta un commento