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mercoledì 14 ottobre 2009

Fotografi nel web #90: Luca Dessena

Pubblicato su Dentro al Replay il 14/10/2009





Luca Dessena: chi è?
Sardo DOC, 33 anni, avrei voluto vivere a cavallo degli anni 60' e 70'. Innazitutto papà di due bellissimi bimbi, Leonardo di 4 anni e Riccardo di 18 mesi. Dopo anni trascorsi nel settore informatico e sportivo mi sono ritrovato per esigenza e bisogno a lavorare nel settore delle telecomunicazioni. Fotoamatore... cautelativamente preferisco non attribuirmi l'appellativo di "fotografo", penso che sia un termine fin troppo abusato. Quindi fotoamatore per passione, una passione pura e forte.

Quando hai iniziato a fotografare?
Fotografo seriamente da alcuni anni, prima era solo un qualcosa che facevo quando mi capitava. Erano anni in cui il mio tempo era riempito da un'altra mia passione che per il momento, per scelta e necessità, ho dovuto accantonare. Da un lato non è un male in quanto la fotografia sta piano piano assopendo questa mancanza. Anzi diciamo che il vuoto è stato quasi del tutto riempito... chi mi conosce bene sa di cosa parlo :-)

Quale genere ti piace maggiormente fotografare?
Penso sia una questione molto caratteriale. Mi sento fortemente attrato dalla street, dal ritratto (specialmente ambientato), adoro il reportage e penso che il BN sia un linguaggio di forte impatto emotivo, devo però ancora imparare a non abusarne troppo. Non mi sento adatto per generi come il glamour o lo still life, generi che aprezzo in quanto la tecnica è fondamentale, mi piace guardarli e cercare di carpirne la tecnica più efficace, ma non sento l'esigenza di provarci. Stessa cosa dicasi per il paesaggio, preferisco ammirare i bei lavori degli altri. Mi piace stare in mezzo alla gente, cercando possibilmente di ricercare l'empatia necessaria alla riuscita di uno scatto.

Hai fatto qualche corso di fotografia?
No, tutto quello che so l'ho imparato e continuo a imparare, da autodidatta, consumando manuali, pagine di dispense. Secondo me un corso base può servire solamente a indicarti la via da seguire, poi scegli tu in che modo percorrerla. Oggi come oggi penso che il maggiore supporto che si possa trovare sia rappresentato dai Forum e dalle varie community presenti nel web. Qui il confronto diretto con chi ne sa più di te è la cosa fondamentale, e permette di farti notare velocemente pregi e soprattutto errori dei tuoi lavori. E' doveroso dire che per frequentare assiduamente una o più community bisogna avere la mente aperta e "svuotarsi" completamente di ogni minima presunzione... Quello che comunque mi piacerebbe fare adesso sarebbe un corso di mirato e impegnativo di fotogiornalismo, nonché migliorare sempre di più la tecnica fotografica propriamente detta.

Quali sono i fotografi del passato e del presente che più apprezzi?
Tra gli italiani, su tutti, Gianni Beregno Gardin, Scianna e Giacomelli, tra gli stranieri ho un debole per Elliot Erwitt e Abbas. Poi chiaramente tanti altri, anche meno conosciuti, per esempio Bernd Weisbrod, autore di "Irish Moments", tuttora per me un modello. Gianni Berengo Gardin, definendosi un "manovale della fotografia", mi colpii per una frase che disse durante un'intervista: "Non tendo a fare belle foto, ma buone foto, con contenuti di comunicazione e di racconto", personalmente per me questo è il succo della fotografia...

Che attrezzatura fotografica hai usato nel passato, e quale stai attualmente utilizzando?
Ricordo ancora con affetto una bridge Kodak, la P880. Attualmente utilizzo una Canon EOS 350D con grip aggiuntivo, con un Tamron 17/50 2.8, un Sigma 55/200, un Canon 50 1.8, un Tamron 28/200 che sta dando gli ultimi segni di vita, e un flash Metz. Ogni tanto è bello rispolverare la Canon analogica 3000V. Utilizzo fondamentalmente il 17/50 e il 50, per i generi che pratico sono quelli più funzionali allo scopo. Non sono un fanatico dell'attrezzatura... ma inizio a sentire l'esigenza di un secondo corpo :-)

Quali sono gli scatti ai quali sei particolarmente legato?
Questi: penso rappresentino al meglio l'essenza della mia terra, alla quale nonostante tutto mi sento molto legato. In Sardegna ci sono le mie radici, e quelle dei miei figli. Per alcune cose mi sento molto limitato, per altre fortunato e riconoscente.


Questa è stata scattata nel 2008, vecchie generazioni che guardano indietro e pensano alla loro vita vissuta, e nuove generazioni che guardano avanti, ma con dentro la loro indole isolana.


Questa invece è di fine 2006 o inizio 2007, scattata a San Sperate, piccolo centro agricolo in provoncia di Cagliari. Un uomo, forse un contadino a riposo, rimembra la sua vita di sudore, rappresentata nel murales.

Quali sono i tuoi progetti attuali e quali quelli per il futuro?
Diciamo che ho diverse cose per la testa, uno è un progetto che sta andando avanti da un annetto circa, è comunque un progetto a lungo termine. Ho diverse idee che sto cercando di sviluppare, ma quello che manca purtroppo è sempre il tempo... staremo a vedere.

Hai mai esposto le tue immagini in mostre fotografiche personali o collettive?
Non ancora, meglio non avere fretta per non rischiare di bruciarsi, però forse qualcosa si inizia a intravedere in lontananza... vedi sopra.

Quanto tempo dedichi alla fotografia?
Bella domanda :o) Dopo la famiglia e il lavoro, tutto il tempo che ho a disposizione. Non necessariamente scattando ci si dedica alla fotografia. Quando non scatto, sono davanti al PC o a qualche libro a studiare magari gli scatti degli altri, a studiare tecnica e tutto ciò che serve, oppure a partecipare a qualsiasi discussione fotografica. Le giornate di scatto le organizzo sempre in anticipo, per ragioni di tempo. Ci sono periodi che magari sto dedicando a progetti particolari, come adesso, che non sempre quando esco porto a casa i risultati sperati, magari esci di casa e ti fai km a piedi cercando di trovare quello che hai in testa... che magari non arriva. Comunque per tornare a bomba, tutto il tempo che posso, mentalmente anche di più!

Raccontaci qualche episodio curioso o simpatico legato alla tua esperienza.
Più che simpatici... direi rischiosi... Quando esco per fare qualche street spesso mi capita di imbattermi con persone che ti guardano male, non capendo il perché magari sei appostato per terra, dietro un muretto... da almeno 20 minuti cercando di costrure una scena che hai pensato, dopo un po' la gente si insospettisce... giustamente!!!

Quando rivedi i tuoi vecchi scatti cosa pensi?
Guarda, a questa domanda penso che ti potrei rispondere più concretamente tra 15 anni!!! A parte gli scherzi, io ragiono in questo modo: ogni scatto che penso sia buono, e lo è anche per gli altri perchè ci hanno letto qualcosa, allora è uno scatto riuscito. Di conseguenza è da "dimenticare" al più presto! Si rischia altrimenti di cullarsi negli allori e vivere di vecchie "conquiste" (per quanto piccole possano essere...) Quindi quello che ho fatto ieri è passato. Infatti ogni volta che uno scatto mi riesce entro "ironicamente in crisi" e sento che è il momento di ricominciare da capo la ricerca di qualcosa...

Dove sono pubblicate, sul web, le tue foto?
Al momento ho un sito personale in fase di realizzazione, quindi le mie foto sono ospitate sulla community Micromosso.com, che saluto.

Un pensiero a chi si avvicina ora al mondo della fotografia.
Questo un po' mi imbarazza, ma ci provo. Tre parole. Umiltà, Sacrificio e Dedizione. Quindi accettare tutte le batoste che arrivano, anche le più dure, accettarle, e a testa bassa andare avanti, con la consapevolezza che gli "schiaffi presi oggi" un domani daranno i loro frutti. E poi il confronto, mettere da parte la vergogna e l'orgoglio, per imparare da chi ha più esperienza o capacità. La cosa più bella alla fine è essere consapevoli che c'è ancora tanta strada da fare... e la mia non mi sembra neanche asfaltata!








Fotografie: © Luca Dessena


Vuoi concludere con un saluto o un ringraziamento?
Mmmm... molte. La prima è mia moglie che da 10 anni sopporta la mia testa dura e mi supporta moralmente. Poi saluto e ringrazio tutti gli amici sparsi per l'Italia che ogni giorno mi danno il supporto, consigli e mazzate per potermi migliorare sempre di più. Grazie di cuore!

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