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martedì 15 luglio 2008

Fotografi nel web #16: Paola Lubrano Lavadera

Pubblicato su Dentro al Replay il 27/03/2008




Paola Lubrano Lavadera: chi è?
Non posso dire di essere una fotografa ma piuttosto una persona che utilizza la macchina fotografica per comunicare.

Quando hai iniziato a fotografare?
Ho iniziato quattro anni fa per caso. Mi è stata regalata una macchina fotografica che sono stata incitata ad utilizzare da un amico fotografo molto bravo che mi ha fatto capire l’opportunità di espressione che il mezzo poteva offrirmi.

Quale genere ti piace maggiormente fotografare?
Non sono una che va in giro con la macchina fotografica, lo faccio veramente di rado. Quando sento di avere qualcosa da dire, allora prendo in mano la camera e creo l’ambientazione che mi permette di comunicare il concetto che desidero condividere.
Costruire la scena e trovare tutti gli elementi caratterizzanti sono parte fondamentale del mio modo di fare fotografia. Nella maggior parte dei casi si tratta di foto in cui sono da entrambe le parti della macchina, nel ruolo di modella e di fotografa. Mi sono specializzata, infatti, in autoritratti.

Hai fatto qualche corso di fotografia?
No, anche se sono consapevole che ne avrei bisogno, ma per quanto riguarda la fotografia ho scelto di affidarmi all’istinto, scevra da qualunque tipo di condizionamento, contrariamente al mio solito modo di operare: sono un ingegnere abituata, per forma mentis, a conoscere la tecnica.

Quali sono i fotografi del passato e del presente che più apprezzi?
Le immagini di Avedon mi lasciano estasiata per la capacità che ha di fotografare la personalità piuttosto che le persone.

Che attrezzatura fotografica hai usato nel passato, e quale stai attualmente utilizzando?
Una tranquilla HP 945 Photosmart che fa sempre il suo dovere. Ogni tanto sento il bisogno di qualcosa di più evoluto che mi permetta delle inquadrature più spinte, ma non mi sento ancora pronta a tradirla...

Qual è lo scatto (o gli scatti) al quale sei particolarmente legata?
Il mio primo autoscatto...


...e uno scatto che per me rappresenta l’inquietudine di certi piaceri.


Ma anche tutti quelli della mia serie "Life’s history". Non è un progetto autobiografico, anche se io ne sono la protagonista, nel quale penso di essere riuscita ad interpretare e comunicare pensieri, fatti, emozioni della vita di una donna alla ricerca di se stessa. Anche in questo caso si tratta di autoritratti.

Quali sono i tuoi progetti attuali e quali quelli per il futuro?
Non faccio progetti, aspetto di avere qualcosa da dire.

Hai mai esposto le tue immagini in mostre fotografiche personali o collettive?
No, ma mi piacerebbe poterlo fare. Penso che sarebbe anche una mostra diversa dal solito.

Hai mai avuto riconoscimenti in concorsi fotografici o pubblicazioni delle tue foto su libri o riviste?
No, ma non metto limiti alla provvidenza!

Quanto tempo dedichi alla fotografia?
Impossibile dirlo: ci sono periodi in cui non vedo l’ora di tornare a casa per mettermi all’opera e periodi in cui non ne sento la necessità.

Raccontaci uno o più episodi curiosi o simpatici durante una sessione fotografica.
Qui avrei tanto da raccontare... soprattutto per quanto concerne la preparazione degli scatti, sempre molto elaborata.
Ad esempio, ho visto la madre anziana del macellaio vicino casa mia farsi il segno della croce quando sono andata a chiedere delle zampe di gallina da utilizzare per uno scatto un po’ particolare. Pensava che mi servissero per chissà quale macumba.
Oppure tutte le accortezze che ho dovuto adattare prima di pubblicare una mia foto col pancione, ovviamente finto, affinché a mia madre che vive lontana non venisse un coccolone.

Quando rivedi i tuoi vecchi scatti cosa pensi?
Che in me c’è una vena di estro che riesco ad esprimere solo attraverso la fotografia.

Dove sono pubblicate, sul web, le tue foto?
http://www.myspace.com/paolall

Un pensiero a chi si avvicina ora al mondo della fotografia.
Un mezzo più potente di tante parole, da utilizzare con estrema cura al fine di non disperderne l’efficacia.






Fotografie: © Paola Lubrano Lavadera

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