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giovedì 15 dicembre 2011

Fotografi nel web #162: Giulietta Mora



Giulietta Mora: chi è?
Sono un’amante dell’arte in genere, ho avuto sin da piccola questo imprinting grazie a mio padre che con l’arte ha avuto sempre a che fare, in quanto era un apprezzato e abile fondatore di bronzo. I miei occhi hanno ammirati pregevoli sculture di ogni specie. In questi brevi anni di approccio con la reflex ho avuto qualche piccolo incarico e devo dire che lo ho affrontato dapprima con paure e titubanze, e dopo, avendo visto i risultati, mi sono incoraggiata. Penso che tramite la fotografia si possa esprimere tutta la sensibilità che un essere umano abbia nel profondo del cuore. Inoltre, sostengo che sono una che fotografa soprattutto per passione. Sono profondamente innamorata della fotografia e vorrei avere più tempo per dedicarmici.

Quando hai iniziato a fotografare?
Mi sono avvicinata alla fotografia “seria” da appena sette anni. Prima ero più appassionata al video e, se si escludono i compleanni e le festività, non avevo mai fotografato con particolare impegno, fino al momento di un viaggio negli USA, quando ho ricevuto in regalo una Canon Powershot S5IS. Anche se i parchi americani si prestarono molto a fare delle foto diverse dal solito, ad uscire dal banale, per me i miei primi scatti erano soltanto delle belle foto e niente di più. E’ stato poi l’incoraggiamento degli amici a spingermi ad un maggiore impegno. Per farmi una sorpresa, un’amica inviò delle mie foto a un sito online e mi spinse a iscrivermi a un fotoclub virtuale. Furono i commenti lusinghieri e incoraggianti dei vari soci a farmi rendere conto che gli apprezzamenti che ricevevo da coloro che mi stavano vicino non erano solo frutto della loro amicizia. Il passo successivo fu l’iscrizione a MicroMosso, dove ho trovato un bellissimo ambiente e molti autori parecchio bravi da cui imparare.

Quale genere ti piace maggiormente fotografare?
Senza volere criticare e senza nulla togliere alla bravura di chi passa una vita intera fotografando la stessa tipologia di soggetto (macro, ritratto, nudo, ecc.), a me piace provare un po' con tutto. Sono in una fase in cui amo sfidare me stessa sperimentando generi diversi. Anche se mi sento più portata al reportage, adoro fotografare i paesaggi e la natura in genere, gli eventi live e la gente. Il mio soggetto preferito sono infatti le persone, in particolare le donne, che tra le foto presentate su MM sono il soggetto più frequente. Ho avuto la possibilità di fare diversi viaggi che mi hanno offerto molti spunti per realizzare delle foto di mio gusto ed apprezzate anche dagli amici fotograficamente più evoluti. Dico ciò perchè il viaggiare mi ha permesso di capire meglio cosa amo di più riprendere. L'ambito in cui mi sento più portata sono i ritratti e i ritratti ambientati e, come accennavo, credo di dare il massimo quando i miei soggetti sono le donne. Naturalmente non fotografo solo in occasione dei viaggi.

Hai fatto qualche corso di fotografia?
Non mi è mai capitata l'opportunità di fare un corso di fotografia. Adesso, senza alcuna presunzione, me la cavo benino,(accanto a me ho un buon maestro) ma credo di avere sempre da imparare, per cui posso dire che se si presentasse l'opportunità di fare un buon corso la coglierei certamente.

Quali sono i fotografi del passato e del presente che più apprezzi?
I miei preferiti sono i grandi reportagisti, come ad esempio James Natchwey, Steve McCurry e Sebastião Salgado. Fotografi dai quali ad ogni scatto provo meraviglia e da cui si può imparare tantissimo.

Che attrezzatura fotografica hai usato nel passato, e quale stai attualmente utilizzando?
Oltre alla Canon Powershot S5IS che ho già menzionato e che si comporta benissimo per una compatta, oggi uso due reflex: una Canon 550D e una Canon 350D, che sono corredate di tre ottiche: 10-22mm, 24-105mm, 70-200mm 4L.

Quali sono gli scatti ai quali sei particolarmente legata?
Le foto che amo di più sono quelle delle donne che lavorano, soprattutto le donne meno fortunate di noi, quelle che ho potuto fotografare viaggiando in paesi dove la donna conta veramente poco e dove il suo ruolo, molto subalterno all'uomo, la costringe a grandi fatiche e pochi o nessun riconoscimento. Ecco qualche esempio del genere che intendo:



Quali sono i tuoi progetti attuali e quali quelli per il futuro?
Come dicevo, mi piace pure fotografare i paesaggi ed ancora di più quando la natura offre giochi di colore e di grafica. Ecco che spero in primavera di potere andare in Olanda durante l'epoca della fioritura dei tulipani. Dalle immagini che ho visto scattate nei Paesi Bassi in quel periodo, sono fiduciosa che mi si offriranno degli spunti molto speciali per fare dei buoni scatti. Progetti poi non ne mancherebbero, come ad esempio andare in Canada durante l'autunno, ma prendiamo una cosa alla volta.

Hai mai esposto le tue immagini in mostre fotografiche personali o collettive?
Solo poche volte ma con grande soddisfazione. E’ stata una piacevole sorpresa essere stata selezionata sia per la Mostra Fotografica MicroMosso “Scatti dal Web” a Lucca, che per “Un Anno di Micromosso” a Seravezza. Ho poi avuto diverse occasioni di proiettare mie immagini in audiovisivo presso dei circoli fotografici.

Hai mai avuto riconoscimenti in concorsi fotografici o pubblicazioni delle tue foto su libri o riviste?
Ho partecipato ad un solo concorso fotografico: “Il Bello Fa Bene”, un concorso per selezionare immagini da collocare in modo permanente nelle strutture sanitarie dell’Azienda USL di Bologna, onde renderle più accoglienti. Al concorso parteciparono 414 persone con 1913 fotografie, di cui solo 100 furono selezionate per una grande mostra nelle sale dell’Archiginnasio di Bologna e da collocare successivamente negli ospedali. La scelta tra quei cento scatti di tre delle mie immagini fu una emozione davvero speciale per me. Un'altra soddisfazione è stata la pubblicazione di un mio scatto a rappresentare il mese di dicembre sul calendario 2011 del “Centro Studi Antartide” di Bologna. Infine, alcune mie foto di genere archeologico sono presenti in un libro intitolato “Theatra”, sul tema appunto dei teatri antichi.

Quanto tempo dedichi alla fotografia?
A malincuore ci dedico pochissimo tempo. Lo faccio in maniera più costante quando viaggio, visto che il tipo di vacanza viene scelta proprio in funzione delle opportunità di potere fotografare. Ciò non toglie che la macchina fotografica è sempre con me, perchè non si sa mai!

Raccontaci un episodio curioso o simpatico legato alla tua esperienza.
Un'esperienza intensa e bellissima è stata imbattermi in un accampamento di nomadi nelle montagne del Curdistan. Gli uomini erano via con gli animali al pascolo e le donne mi hanno accolta con grande calore nel loro accampamento, dove, prive di ogni agio, vivevano ancora in un mondo lontano dalla modernità. Mi hanno permesso di fotografare liberamente ed è stato un bellissimo momento. Nello stesso tempo, questa esperienza è stata di grande rimpianto, poiché, non essendo preparata ad affrontare una situazione così “remota”, non mi fu possibile fermarmi a lungo e prima dell’imbrunire sono dovuta partire. Avessi potuto immaginare un tale incontro mi sarei attrezzata per rimanere più giorni a vivere con loro, per documentare la loro vita. Nutro il sogno di ritornarvi un giorno... ammesso che, essendo loro nomadi, siano ancora li.

Dove sono pubblicate, sul web, le tue foto?
Oltre che su Micromosso vi sono delle mie foto nel sito del Fotoclub Le Gru di Valverde.

Un pensiero a chi si avvicina ora al mondo della fotografia.
Sebbene so apprezzare la qualità dalla fotografia analogica, mi considero fortunata ad essere approdata alla fotografia direttamente nell’epoca del digitale. La sua versatilità offre dei vantaggi straordinari per chi come me, senza dovere aspettare il ritorno delle diapo dal laboratorio, impara sperimentando... e poi c’è il mondo straordinariamente espressivo del “post”. Consiglio quindi a chi si avvicina oggi alla fotografia di approfittare di questi vantaggi e di scattare all'infinito, per potere così imparare dai propri errori.








Fotografie: © Giulietta Mora

Vuoi concludere con un saluto o un ringraziamento?
Un grazie a tutte le persone che mi sono vicine e che mi hanno tanto incoraggiato a fotografare, agli amici di MicroMosso, che coi loro commenti e consigli mi hanno permesso di migliorare, e a te Libero di questa bella opportunità. Inoltre, un particolare ringraziamento va alla persona che vive e divide con me ogni attimo di respiro, che mi ha sempre incoraggiata e sostenuta. Grazie ancora.
Giulietta Mora

Le interviste ai "Fotografi nel Web" sono una rubrica del blog: Dentro al Replay

7 commenti:

  1. Sempre più brava... :-))

    Un carissimo abbraccio!
    Gianni

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  2. Ciao, bella questa tua intervista, ti fa conoscere meglio e piu' approfonditamente.

    Una bella carrellata delle tue belle immagini. Un piacere rivederle. Un saluto a te e a chi ti sta a fianco.

    Ciao.

    enrico (ventrix)

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  3. ... complimenti per le tue belle immagini, ho letto con piacere la tua intervista...

    un caro saluto
    Angelo

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  4. che piacere leggere le tue belle parole giuly... mi sembrava di vederti mentre le leggevo... la tua sensibilita' si evince da ogni singola parola e da ogni tua immagine... con infinito affetto... brava!
    Lucia Pulvirenti

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  5. Grande sensibilità, grande carattere.
    E splendide fotografie!
    Ho l'impressione che il soggetto con cui condividi ogni attimo debba esserti grato come tu sei grata a lui.
    Ciao, Giulietta!

    gigi bianconi

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  6. Sempre bello sapere qualcosa in più delle persone che apprezzi!
    Le tue foto... tutte belle, con un gran bel tocco di sensibilità femminile.
    Con tanta stima,

    Susanna

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  7. Ti dico solo una cosa Giulietta, senza tema di esagerare o adulare: da quando ti conosco ho sempre pensato che le tue foto sarebbero degne di stare accanto a quelle della Magnum, di ieri e di oggi. Hanno in sè quella qualità fondamentale che tanto premeva, per esempio, ad HCB : sono fatte con gli occhi, la testa ed il cuore... e di una donna oltretutto (ovvero, a parer mio, con una marcia in più). Ciao!
    Marco Furio Perini

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