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martedì 17 novembre 2009

Fotografi nel web #95: Tea Falco

Pubblicato su Dentro al Replay il 17/11/2009




Tea Falco: chi è?
Sono un mostro. Non fotografo per vivere, ma vivo per fotografare. Grazie a Dio è diventata pure una professione, nel senso che mi faccio pagare. Ma l'arte non si tocca. Il lavoro è una cosa, la passione è un'altra. Attualmente lavoro a Roma nella realizzazione di book per attori/attrici, musicisti e personaggi dello spettacolo. Poi faccio anche l'attrice ma questa è un'altra storia.

Quando hai iniziato a fotografare?
La fotografia è un atto razionale di grande fantasia. Ho iniziato a fotografare con mia madre a 13 anni usando la pellicola. Stampavo con lei in camera oscura. Poi ho scoperto il digitale. E’ un risparmio di tempo e di angoscia, oltre che di denaro, ma continuo a fotografare sempre in pellicola. Da quel momento devo fotografare ogni giorno; se non lo faccio significa che ho perso un giorno della mia vita. E’ come se quel giorno non mi fossi svegliata. La fotografia è una malattia vera, un amore disperato. Fotografo per aprire e chiudere gli occhi aspettando di vedere sempre qualcosa di nuovo. E’ la novità quella che mi entusiasma... credere che ci sia sempre qualcosa di nuovo.

Quale genere ti piace maggiormente fotografare?
La natura. No scherzo. Odio la natura, nel senso che ritengo sia inutile fotografarla. Sono interessata alla gente, dunque prediligo il reportage e i ritratti. Scrivo con la luce, racconto. Credo che la fotografia come tutte le arti è molto personale, soggettiva. Esistono 3 tipi di fotografi:
1 - quelli che raccontanto la realtà
2 - che copiano la realtà
3 - e quelli che la creano.
Io sto tra la prima e la terza fascia. La fotografia è un'arte meravigliosa, ti dà la possibilità di raccontare la tua versione sul mondo, creando, dal tuo punto di vista. Sono molto ironica e mi piace metterlo nelle mie foto. Sono anche a volte triste e questo traspare. Sono malata, costretta a camminare con gli occhi bassi per evitare di fotografare ogni momento della mia vita; guardando a terra poi vedo i miei piedi e penso che hanno una giusta forma, così voglio fotografare anche quelli. Allora chiudo gli occhi ma rivedo tutte le foto che ho appena perso per sempre.

Hai fatto qualche corso di fotografia?
Ho fatto solo un corso a sedici anni nella mia città. La mia scuola è stata, però, mia madre. Mi faceva vedere più di 30 foto al giorno e chiedeva il mio parere per selezionarle. Poi il cinema: vedendo almeno un film al giorno ho allenato l'occhio al taglio cinematografico. Come si impara a scrivere con la luce? Il segreto è fotografare, fotografare e imparare a saper guardare veramente. Fotografare non è difficile, il difficile è vivere l’atto del fotografare.

Quali sono i fotografi del passato e del presente che più apprezzi?
Sono tutti nel presente. Nel senso che nessuno è rimasto nel passato. Mio padre è, sicuramente, Henri Cartier-Bresson, poi Erwitt Elliot, Richard Avedon, Man Ray, Giacomelli, ecc... "Non è la mera fotografia che mi interessa - dice Bresson - quel che voglio è catturare quel minuto, quella parte della realtà". E’ grazie a questa straordinaria arte che sono rimasti eterni. Hanno fregato la morte con uno scacco matto.

Che attrezzatura fotografica hai usato nel passato, e quale stai attualmente utilizzando?
Quando ho cominciato a fotografare avevo una Zenit con la tracolla verde speranza, che conservo ancora con l’ultimo rullino mai stampato. Adesso ho una Nikon D80 con tre obiettivi e una Yashica analogica, ma non è il mezzo che fa un grande fotografo. Il mezzo è il fotografo stesso, il suo occhio.

Qual è lo scatto al quale sei particolarmente legata?


Sicuramente questa. L'ho fatta alla Stazione Termini, stavo fotografando quest'uomo che leggeva il giornale a distanza ravvicinata. Quello che successe fu incredibile: mentre premevo il bottone lui si è avvicinato ancora di più al giornale. Ed ecco la foto che volevo. "Ogni volta è fortuna" dice Bresson. E' quello che ho sempre pensato. E' come se attirassimo la foto che vogliamo. E’ la legge dell’attrazione (il film the secret).

Quali sono i tuoi progetti attuali e quali quelli per il futuro?
Adesso sono a Roma. Sto facendo vari reportage. Continuo "gente", che non finirà mai. Voglio viaggiare, voglio vedere, voglio catturare. E poi proverò ad entrare alla Magnum o alla Contrasto... accetto proposte! :-)

Hai mai avuto riconoscimenti in concorsi fotografici o pubblicazioni delle tue foto su libri o riviste?
A 14 anni a mia insaputa mia madre manda una foto ad un concorso fotografico provinciale intitolato "donne di lava". Adesso la mia foto è ancora esposta in maniera permanente all'interno di un castello chiamato "Nelson" di Giarre (CT).
Per il resto ho cominciato quest’anno a partecipare a concorsi. Sono molto fiera di me nonostante tutto. Ho già fatto tanto e ho 23 anni. Ma essere giovani non è una giustificazione. Non mi fermo mai, non posso, rischierei di cambiare.

Quanto tempo dedichi alla fotografia?
Tutta la mia vita. Ogni giorno. Ogni attimo. La fotografia è un discorso di vita e sulla vita. E’ un modo di vivere e se ce l’hai dentro guardi tutto il mondo con gli occhi di una macchina fotografica. Vedi soggetti "fotografabili", vedi belle fotografie che ti sfuggono. Non posso non portarmi dietro la mia macchina fotografica perché so che me ne pentirei.


Raccontaci un episodio curioso o simpatico legati alla tua esperienza.
Mi capita spesso di subire minacce e insulti da parte di gente che non vuole essere fotografata. Spiego che la mia non è una pistola che spara, ma solo un occhio che cattura.

Quando rivedi i tuoi vecchi scatti cosa pensi?
Quando? Se li rivedo a distanza di tempo, dico che non mi piacciono più che posso fare meglio, che le brucerei tutte, che non so fotografare. Quando le rivedo dopo averle scattate, invece, mi sento viva.

Dove sono pubblicate, sul web, le tue foto?
Sul mio sito: www.teafalco.com e qualcuna sul Facebook.

Un pensiero a chi si avvicina ora al mondo della fotografia.
Proprio ora? Caspita! ...posso dire solamente che bisogna scattare col cuore, col cervello e con l’anima come dice Bresson. E’ bel mondo quello della fotografia, ma è un mondo a parte, e nel momento in cui decidi di entrarci non è facile uscirne. E’ come una droga che ti fa sentire bene solo quando l’assumi. Posso dire di essere schiava della fotografia. E’ una malattia, sul serio. Essere ossessionati dal mondo, dalla vita. Almeno per me. Ma è una malattia positiva.









Fotografie: © Tea Falco

martedì 10 novembre 2009

Fotografi nel web #94: Roberto Cicchinè

Pubblicato su Dentro al Replay il 10/11/2009




Roberto Cicchinè: chi è?
...cavolo!! Posso fare il figo con una risposta del tipo "un uomo che ha raggiunto la maturità: cioè ha ritrovato la serietà che da bambino metteva nel gioco" (Nietzsche). Vivo così la mia fotografia!

Quando hai iniziato a fotografare?
Dopo il mio primo esame in architettura mi son fatto regalare dai miei una Pentax P30 con cui ho percorso un lungo tratto di strada sino all'avvento del digitale. In quei tempi amavo la fotografia e la frequentavo con lo stesso spirito di ricerca interiore che mi appassiona oggi.... però... tra un paio di birre e lo sviluppo di un rullino sceglievo sicuramente la prima opzione!!

Quale genere ti piace maggiormente fotografare?
La motivazione è sempre la stessa... raccontare, descrivere, capire le mie paure, le ossessioni, le gioie della vita... in una pietra, in un fiore ricerco le stesse risposte.

Hai fatto qualche corso di fotografia?
Le basi le ho apprese da un vecchio manuale che ancora oggi sfoglio con piacere... poi... tanta fotografia!!

Quali sono i fotografi del passato e del presente che più apprezzi?
Come per tutti la fotografia è frutto del proprio bagaglio culturale... delle proprie passioni, desideri, fantasie... più che ad un fotografo io personalmente prendo spunto dal cinema, arte (in particolare la pittura medioevale italiana... rinascimentale... quella più vicina a noi tipo Hopper... tantissimo ai video di Bill Viola)... ma se devo citare un "fotografo" sicuramente Giacomelli.

Che attrezzatura fotografica hai usato nel passato, e quale stai attualmente utilizzando?
Oltre la Pentax già citata ho la mia vecchia Nikon D80 con un Nikkor 18-200 e ultimamente un 24-70 2,8 Sigma.

Quali sono gli scatti al quale sei particolarmente legato?
...l'ultimo progetto "memorie di un giorno" visto in slideshow... mi sembra... lo trovo... un buon lavoro!!
http://www.flickr.com/photos/forserobi/sets/72157619638372828/

Quali sono i tuoi progetti attuali e quali quelli per il futuro?
Sto lavorando per una mostra di arte contemporanea sul tema del fuoco... sulla possibilità di far pace con il passato... Poi c'è "memorie di un giorno", 365 dittici che vogliono riassumere un anno della mia esistenza, un reportage interiore della mia vita...

Hai mai esposto le tue immagini in mostre fotografiche personali o collettive?
Diverse mostre di arte contemporanea all'interno di collettive:
http://www.siscom.it/marconi/marche/index.php

Hai mai avuto riconoscimenti in concorsi fotografici o pubblicazioni delle tue foto su libri o riviste?
...la mia fotografia, credo, vive in un limbo, una sorta di purgatorio... troppo "artistica" per i fotografi... troppo fotografica per gli artisti!

Quanto tempo dedichi alla fotografia?
Porto sempre con me la macchina fotografica... gran parte delle foto postate nelle community sono scattate durante gli spostamenti che faccio per lavoro... e spesso scatto mentre guido.

Raccontaci un episodio curioso o simpatico legato alla tua esperienza.
Puntualmente, ogni volta che vado in quei mercatini dell'usato fotografico e prendo in mano una macchina, mi dicono che non sono in grado di maneggiarla, che sbaglio ad impugnarla, che non vengo dalla vecchia scuola della Nikon... blablablà... che per far foto bisogna... blablablà... me ne vado sempre via con la coda tra le gambe!!!...

Quando rivedi i tuoi vecchi scatti cosa pensi?
...spesso penso che avevo maggior freschezza... altre volte talmente ingenuo da far sorridere!!

Dove sono pubblicate, sul web, le tue foto?
http://www.micromosso.com/galleria/thumbnails.php?album=lastupby&uid=613
http://www.flickr.com/photos/forserobi/

Un pensiero a chi si avvicina ora al mondo della fotografia.
Non so!!! ...avere pazienza ed umiltà per apprendere... osservare, essere curiosi di tutto e pensare... tanto!!








Fotografie: © Roberto Cicchinè

Vuoi concludere con un saluto o un ringraziamento?
Un abbraccio immenso va alle tante persone che ho avuto la fortuna di incontrare nelle poche community frequentate... soprattutto alla famiglia di MicroMosso, dove fotograficamente ed umanamente ho appreso tantissimo... ciao!!!

mercoledì 4 novembre 2009

Fotografi nel web #93: Lucia Pulvirenti

Pubblicato su Dentro al Replay il 04/11/2009






Lucia Pulvirenti: chi è?
Sono nata a Siracusa ma vivo a Catania da più di 20 anni dove gestisco un bar. Sono fotografa non solo per passione ma per vero 'AMORE'. Amo la fotografia più di ogni altra cosa, mi emoziona, mi esalta, mi coinvolge. Fotografare mi rende felice!

Quando hai iniziato a fotografare?
Ho iniziato a fotografare da adolescente, avevo molta fantasia ma niente tecnica ovviamente, solo da qualche anno ho iniziato a farlo seriamente, frequentando corsi, leggendo libri, guardando altre immagini di professionisti e non...

Quale genere ti piace maggiormente fotografare?
La mia vera passione è fotografare la gente per strada. Da ragazzina, in modo quasi istintivo, osservavo le persone nei loro movimenti, scrutavo le loro espressioni, il gesticolare delle mani, il modo di camminare, gli sguardi, i sorrisi, carpivo tutto ciò che mi faceva virtualmente entrare nel loro mondo; oggi invece, attraverso la mia macchina fotografica, trasformo le mie introspezioni visive in immagini, cerco di fissare l’anima, l’energia, la luce che cade ed illumina le piccole cose della vita di ogni giorno e tutto questo nello stesso tempo mi conduce a spogliare il mio cuore fino a raggiungere la sua vera essenza, aiutandomi a trasformare in immagine uno stato emotivo. La vita, che era sempre stata catturata dai miei occhi ed inviata semplicemente al mio cervello che col passare dei giorni dimenticava, adesso viene rilevata e fissata nel tempo da uno scatto che rivela le sensazioni di quel momento e riesce a volte a trovare anche le risposte alle nostre domande più difficili, un semplice "click" secondo me può racchiudere il segreto di uno stato d’animo.

Hai fatto qualche corso di fotografia?
Ho fatto un corso di fotografia 2 anni fa all’ACAF (Associazione Catanese Amatori Fotografia), dove ho imparato le basi che proprio mi mancavano; il resto l’ho imparato facendo tante domande ad altri fotografi, partecipando ai forum di community sul web, leggendo i commenti di tutte le immagini che mi colpiscono... ma ancora ho tanto da imparare, anzi credo che non si finisce mai di imparare...

Quali sono i fotografi del passato e del presente che più apprezzi?
Mi piacciono tantissimo le immagini di Giuseppe Leone, Scianna, Berengo Gardin, Bresson e Doisneau. Ma anche tanti altri, non conosciuti o addirittura fotoamatori amici, e tra questi mi fa piacere segnalare Torkio, Luca Dessena, Cosimo Di Guardo e Maurizio Martena, che con le loro immagini e la loro semplicità mi hanno insegnato tante cose.

Che attrezzatura fotografica hai usato nel passato, e quale stai attualmente utilizzando?
A parte le varie analogiche della mia giovane età, la mia prima vera reflex digitale è stata una Canon 350D che ancora utilizzo come secondo corpo macchina. Ora ho una canon 40D. Gli obiettivi che utilizzo di più sono il grandangolo Tokina 12/24 (il mio preferito perché amo avvicinarmi alla gente, stabilire un contatto), il Canon 50 mm f1,8 ed il 17/50 f2,8 per gli interni... oltre al 18/200 che utilizzo più che altro quando viaggio ed ho esigenze di poco peso e quindi pochi obiettivi, e per finire un 70/300 che ormai utilizzo molto poco.

Quali sono gli scatti ai quali sei particolarmente legata?
Sono particolarmente legata ad alcune immagini che ho scattato a Londra quest’anno a marzo; il freddo, la gente, i loro mezzi di trasporto ed il loro modo di vivere... Questo posto mi ha subito colpita ed ho cercato di trasmettere in questi scatti tutte le mie emozioni di quei momenti.



Quali sono i tuoi progetti attuali e quali quelli per il futuro?
I miei progetti per il futuro diciamo che sono quelli di realizzare i miei sogni: vivere di fotografia. Mi piacerebbe trasformare questo mio grande amore in vero e proprio lavoro, abbandonare il bancone del mio bar e vivere fotografando, quindi mi sto muovendo in tal senso, ho già fotografato in diversi matrimoni e devo dire che anche questa è stata un’esperienza entusiasmante, staremo a vedere.

Hai mai esposto le tue immagini in mostre fotografiche personali o collettive?
Si, ho partecipato a diverse mostre fotografiche collettive (l’8 dicembre del 2008 all’Hotel Sheraton a Catania) e una in particolare su Londra insieme a due mie colleghe amiche all’interno della sede dell’ACAF a Catania quest’anno.

Hai mai avuto riconoscimenti in concorsi fotografici o pubblicazioni delle tue foto su libri o riviste?
Si, diciamo che mi chiamano la Toto Cutugno della fotografia perché in diversi concorsi, locali e non, sono arrivata seconda. Uno in particolare mi fa piacere segnalarlo perché è stato veramente inaspettato: "Etna Photo Meeting 2009 lettura portfoli" seconda classificata con un portfolio che parlava della mia vita (my self).

Quanto tempo dedichi alla fotografia?
Praticamente tutto il mio tempo libero. Ogni giorno per me c’è sempre uno spazio per fotografare, guardare immagini, partecipare ai forum, pubblicare foto sul web.

Raccontaci qualche episodio curioso o simpatico legato alla tua esperienza.
Devo confessare che quando sono in giro a fotografare torno sempre a casa con una bella esperienza, con amici nuovi e tanti aneddoti carini... Per non parlare che spesso torno pure con cassette di frutta, pesce ecc... non riesco a parlare di una esperienza simpatica in particolare, ad ogni uscita ne conservo una in memoria.

Quando rivedi i tuoi vecchi scatti cosa pensi?
Questa è una domanda interessante, quando rivedo i miei vecchi scatti provo diverse sensazioni: a volte guardo qualche immagine e mi piace così tanto che penso che non l’ho fatta io, mentre altre volte noto degli errori, delle imperfezioni che magari a caldo mi erano completamente sfuggite e quindi cestino, ma la maggior parte delle volte rivedendoli penso a sperimentare cose nuove, tecniche particolari, mi servono insomma per andare avanti e cercare di migliorare sempre.

Dove sono pubblicate, sul web, le tue foto?
Sul web i miei scatti sono presenti in vari siti fotografici (www.acaf.it www.micromosso.com www.maxartis.com) e su un mio sito personale: www.luciapulvirenti.com

Un pensiero a chi si avvicina ora al mondo della fotografia.
Beh, non so se sono in grado di dare un consiglio, forse posso solo dire che l’amore, l’umiltà ed il rispetto sono le regole che possono aiutare sempre nella vita e quindi anche in questo mondo meraviglioso della fotografia.









Fotografie: © Lucia Pulvirenti


Vuoi concludere con un saluto o un ringraziamento?
Si certo, è il minimo che io possa fare, innanzitutto ringrazio te che mi hai dato per la prima volta la possibilità di raccontare di questo mio amore per la fotografia, un saluto particolare all’associazione a cui appartengo e che ho già più volte nominato (l’ACAF) che per me è come se fosse la mia famiglia, e a tutti gli amici di MicroMosso che mi stanno dando tante possibilità di crescere.

mercoledì 28 ottobre 2009

Fotografi nel web #92: Daniele Meschini (Dani Mesk)

Pubblicato su Dentro al Replay il 28/10/2009




Daniele Meschini: chi è?
Fotografo per professione, per passione o quale altra definizione ti si addice di più?

Daniele Meschini, meglio conosciuto in rete come Dani Mesk. Mi definirei piuttosto "fotografatore" appassionato.

Quando hai iniziato a fotografare?
Nella seconda metà degli anni 80, con una reflex manuale.

Quale genere ti piace maggiormente fotografare?
All’inizio, come tanti, ho iniziato con la fotografia paesaggistica, agevolato dalla bellezza della natura e architettonica della zona in cui vivo, la Maremma Toscana. Ultimamente alterno la fotografia di reportage musicale, visto che sono un appassionato di musica e seguo tutti i concerti della mia zona, con il ritratto ambientato, composizioni concettuali in ambiente horror dark gothic, ovviamente con un cospicuo uso di programmi di fotoritocco.

Hai fatto qualche corso di fotografia?
No, ho solo letto alcuni libri e seguito i consigli di fotografi più esperti, adesso seguo molto le nuove tecniche su internet.

Quali sono i fotografi del passato e del presente che più apprezzi?
Mi piacciono i classici Ansel Adams, Cartier Bresson e così via... anche se nessuno di questi è fonte di ispirazione. Di quelli attuali apprezzo alcuni artisti che ho conosciuto tramite la rete anche se non conosciuti magari a livello mondiale, sono per lo più dell'Europa dell’est e dei paesi scandinavi, fra questi, i giovani Andrzej Dragan e Renè Asmussen. E nel campo della digital art Ben Gossens.

Che attrezzatura fotografica hai usato nel passato, e quale stai attualmente utilizzando?
In passato ho utilizzato attrezzatura Canon, negli ultimi anni sono passato a Nikon. Attualmente utilizzo due reflex con obiettivi e zoom che coprono una larga focale da 10 a 400 mm.

Qual è lo scatto al quale sei particolarmente legato?
Ce ne sono molti, è difficile fare delle scelte, dal punto di vista emotivo potrei segnalare questo:


E' stato fatto al volo di notte alla fine di una partita di baseball e secondo me è molto significativo di come dovrebbe essere lo sport.

Quali sono i tuoi progetti attuali e quali quelli per il futuro?
Ho un paio di progetti in cantiere sul tema del ritratto ambientato, in più devo preparare un'esposizione di foto di concerti musicali.

Hai mai esposto le tue immagini in mostre fotografiche personali o collettive?
Si, ho fatto diverse mostre in questi ultimi anni sia a livello personale che a livello collettivo con il mio gruppo, il photodigitalgrosseto. Allego qualche link più recente:
INCUBUS
IL BIANCO
DAL TRAMONTO ALL'ALBA

Hai mai avuto riconoscimenti in concorsi fotografici o pubblicazioni delle tue foto su libri o riviste?
Si, ho partecipato e vinto diversi concorsi e avuto qualche pubblicazione su siti importanti. Su tutti, il concorso fotografico della Regione Toscana e la pubblicazione sulla home page di Repubblica.

Quanto tempo dedichi alla fotografia?
Tanto, gran parte del mio tempo libero.

Raccontaci un episodio curioso o simpatico legato alla tua esperienza.
Nell’estate del 2005 in vacanza sulla costa ligure, mentre facevo degli scatti di strada, ho ritratto una ragazza sconosciuta mentre stava passeggiando... Dopo 4 anni in vacanza a Dubai ho ritrovato quella stessa ragazza casualmente, mi sono ricordato di quello scatto, e non ti immagini la sorpresa della stessa quando lo ha visto! :-)

Quando rivedi i tuoi vecchi scatti cosa pensi?
Penso che dovrei cancellarli. :-) Soprattutto quelli a pellicola.

Dove sono pubblicate, sul web, le tue foto?
Ho un sito personale: www.danimesk.com
Inoltre pubblico e ho pubblicato su tante community fotografiche, sono tutte elencate nella home page del mio sito.


Un pensiero a chi si avvicina ora al mondo della fotografia.
Cercare di fare le cose con passione e poi qualcosa di buono verrà sicuramente fuori.








Fotografie: © Daniele Meschini

Vuoi concludere con un saluto o un ringraziamento?
Un saluto a tutti gli appassionati di questo affascinante mondo.

martedì 27 ottobre 2009

"Libero Api: l'intervistatore intervistato" su Photophobie

Abbiamo intervistato Libero Api, l'intervistatore per eccellenza dei fotografi del web. Abbiamo anche deciso di lasciare l'intervista aperta e chi vorrà rivolgergli delle domande. Trovate il tutto sul forum: "Interviste possibili e impossibili".
Buona lettura

Una cosa così potevano inventarsela solo quelli di Photophobie ;-)
Clicca qua o sul muso del gatto per leggere l'intervista!

martedì 20 ottobre 2009

Fotografi nel web #91: Mario Bucolo

Pubblicato su Dentro al Replay il 20/10/2009




Mario Bucolo: chi è?
Da 25 anni faccio l'imprenditore ed il consulente, in particolar modo nel settore della cultura e del turismo. Come consulente mi occupo, a livello internazionale, di marketing e comunicazione per i musei, le arti ed il turismo culturale. L'anno scorso è uscito, negli States, il libro di riferimento per il settore, scritto dai fratelli Kotler e che mi vede tra gli autori ospiti. Da quasi due anni mi sto occupando, a livello professionale, anche di fotografia.

Quando hai iniziato a fotografare?
Da sempre ho avuto questa passione, ma devo dire che ho scattato più per ricordarmi i luoghi dove ero stato e per farli vedere a casa che per uno scopo specifico. Ho sempre prodotto quantità enormi di fotogrammi in ogni mio viaggio, con reflex o compatte a pellicola. Girando spesso da solo, gli scatti mi permettevano di condividere i luoghi visitati con gli amici e con i miei cari. Da 3/4 anni l'occhio è cambiato, non faccio più scatti da cartolina ma cerco di "incontrare" la giusta luce, ho iniziato - in modo naturale e spontaneo - ad accorgermi non solo del soggetto/monumento/paesaggio da fotografare ma anche dell'intorno. Man mano mi sono accorto di crescere, di realizzare degli scatti molto più belli e sensati. Di questa evoluzione si sono accorti i miei amici (alcuni anche fotografi professionisti) che, proiezione dopo proiezione, restavano sempre più affascinati non solo dai luoghi ma dal senso del racconto e dei luoghi reso dai miei scatti. Contemporaneamente la passione è andata aumentando e ad un certo punto ho deciso di scommettere su me stesso affiancando, con modestia ed umiltà, la professione di fotografo alla mia attività imprenditoriale e di consulenza.

Quale genere ti piace maggiormente fotografare?
Impazzisco per il genere landscape ma non ignoro gli scorci di città e la street photo così come le celebrazioni religiose. In generale mi definirei un travel photographer inserendovi, appunto, anche i settori street-photo, people e sense-of-place, con puntate di reportage (America's Cup, Maratona di New York, feste religiose, storm chasing). L'advertising e la moda non mi dispiacerebbero come settori ma preferirei trattarli a luce naturale, senza dannarmi per il set-up luci di uno studio.

Hai fatto qualche corso di fotografia?
No, sono assolutamente autodidatta però divoro letteralmente ogni informazione, consiglio, trucco che trovo, per esempio, sul web e mi sento molto confortato dall'assistenza di Tau Visual. Poi ho comprato, negli USA, diversi libri specialistici, alcuni anche usati come libri di testo per esempio alla NYU. Mi nutro anche delle immagini di altri fotografi, sia sul web che su libri di foto. Adoro leggere libri scritti dagli stessi fotografi, ultimamente ho letto "L'immaginario dal vero" di H.Cartier-Bresson e sto leggendo "Meglio ladro che fotografo" di Ando Gilardi.

Quali sono i fotografi del passato e del presente che più apprezzi?
In generale vado pazzo per il gruppo "Magnum", su tutti Bresson, Robert Capa, H. Erwitt ed il nostro Fernando Scianna che recentemente ho avuto modo di incontrare a New York (Erwitt) e Catania (Scianna). Anche Helmut Newton è tra i miei preferiti. Ma rilevante ed importante, Scianna e Seminerio inclusi, è la "scuola" siciliana con la tradizione di Giuseppe Leone ed i reportage di Fabrizio Villa, su tutti.

Che attrezzatura fotografica hai usato nel passato, e quale stai attualmente utilizzando?
Varie reflex a pellicola e compatte, poi ho iniziato ad avere le prime digitali compresa la prima Canon a floppy disk nel 1986, poi la macchina digitale della Apple e poi varie compatte o addirittura microcamere. Poi la "rivoluzione" è avvenuta con l'acquisto della prima Sony a 5mpixel una DSC-100 rossa! Appena Sony ha lanciato l'Alpha 100 sono stato tra i primi acquirenti in Italia, comprando poi diversi obiettivi Minolta su Ebay. All'Alpha 100 ha seguito, non appena disponibile, l'Alpha 700 e sto prevedendo l'acquisto dell'Alpha 900 principalmente per il viewfinder "cinematografico" che ha. Uso principalmente la lente 18/200 Sony oppure un 50mm F1.7 ed un 24mm 2.8 Minolta o un 100/300 Sigma, ora sto acquistando il Tamron 70/200 f2.8 ed il 17/50 f2.8, ho acquistato anche una Minolta X300 usata sempre su Ebay. Per il "quotidiano" uso con soddisfazione una Panasonic Lx3 che porto sempre con me. Da qualche mese ho acquistato e fatto restaurare una Ikon Zeiss del 1936, portatile a soffietto, che uso con pellicola 6x9 (120) in B/N, una bella camera anche se complessa per la messa a fuoco (la foto è stata realizzata con questa fotocamera lo scorso febbraio).

Quali sono gli scatti ai quali sei particolarmente legato?
Quello dei tulipani nello spartitraffico di Park Av. a New York per la particolarità dell'effetto di questi tulipani trasparenti in mezzo ai grattacieli, quelli della sezione di storm chasing del maggio 2008 per i contrasti di luce, e le foto realizzate in Virginia nel novembre del 2007 per i colori incredibili dell'autunno. Proprio quando son stato a caccia di Tornado ho scattato Alone che mi dato diverse soddisfazioni a livello di concorsi.



Quali sono i tuoi progetti attuali e quali quelli per il futuro?
Sto cercando di portare la mostra "Temi dal mondo" in altre location espositive sia italiane che estere. Sto lavorando alla sistemazione di un reportage che riguarda la città di New York sperando di poter fare una mostra a Manhattan. Sto lavorando anche ad un libro fotografico sul venerdì Santo a Pietraperzia, un paese in provincia di Enna dove il Cristo viene portato in processione su una trave di oltre 20mt, retta da oltre 400 strisce di seta tirate dai fedeli, molto suggestivo. Ho vari altri progetti sia per uso editoriale che espositivo che sto cercando di preparare. Poi cerco sempre di migliorarmi, di partecipare a nuovi concorsi ma soprattutto di porre le basi per far della fotografia il mio lavoro principale, da qui a 5 anni.

Hai mai esposto le tue immagini in mostre fotografiche personali o collettive?
L'11 novembre 2008 ho inaugurato, a Catania, la mia prima mostra "Temi dal Mondo", addirittura una personale che ho curato dalla progettazione all'allestimento fin alla cura delle didascalie. 10 quadri per 10 temi, dalle Città del mondo agli alberi, dallo storm chasing alla maratona di New York, da San Francisco alle luci urbane delle città. Dalle foto dal cielo alle persone del mondo. In ogni quadro dalle 9 alle 11 fotografie in formato 20x30. E poi 5 stampe singole, 60x40, di altrettante foto in qualche modo attinenti ai temi. Nelle didascalie dei dieci quadri tematici ho riportato frasi di Ferdinando Scianna e di H.C. Bresson. La mostra, aperta per 15 giorni, è stata ospitata dalla galleria PArtè, uno spazio d'arte ricavato nel piano nobile di un antico palazzo, sopra ad un ristorante molto elegante. Ho scelto questo ristorante-galleria anche per iniziare ad 'educare' il pubblico catanese alla fotografia sperando che i clienti del ristorante sarebbero stati incuriositi ed attratti dalle foto in mostra. E così effettivamente è stato con un gran successo di pubblico, a partire dall'inaugurazione che è stata tra le più partecipate a Catania.
Lo scorso aprile ho inaugurato la mia seconda mostra personale "Onde di Barocco in Festa", una trentina di fotografie divise in 3 temi principali: Mare, Barocco e festa di Sant'Agata. L'intera mostra era "dominata" da una foto, base 150cm, dell'Etna innevato, ripreso in notturna e con l'eruzione che ne squarciava un fianco.

Hai mai avuto riconoscimenti in concorsi fotografici o pubblicazioni delle tue foto su libri o riviste?
Il riconoscimento di maggior rilievo è anche il più recente, la mia foto Alone (un cane che si aggira tra le rovine della casa dove la sua famiglia ha trovato la morte per un Tornado) ha ricevuto l'Honor Mention all'IPA (International Photographics Awards) di Los Angeles, nella sezione Feature Story Pro. La stessa foto, in coppia con un'altra similare mi è valso invece il riconoscimento di "Autore segnalato" al PremoFotografico 2008 organizzato da Tau Visual, con pubblicazione sul libro del concorso. Altre 4 fotografie, sempre scattate durante la caccia ai Tornado, sono entrate in shortlist nella categoria Joy al Travel Photography of te Year 2008. Altre foto in shortlist nelle edizioni 2007 e 2008 del concorso internazionale bandito dall'Acaf di Catania, e co-promosso dal Parlamento della Regione Sicilia, sui diritti dell'uomo. Sono inoltre rientrato tra gli "autori finalisti" nell'edizione 2009 del premiofotografico.org.

Quanto tempo dedichi alla fotografia?
Da settembre 2007 a maggio 2008 ho passato molto tempo sul campo a fotografare all'estero. Negli ultimi mesi mi sono concentrato sull'ambito territoriale della Sicilia e su alcune celebrazioni religiose (sto lavorando ad un libro sul venerdì Santo a Pietraperzia in provincia di Enna). Anche quando, purtroppo, non riesco a stare in giro per fotografare, ogni giorno dedico almeno 90 minuti navigando tra siiti internet e blog attinenti la fotografia.

Raccontaci qualche episodio curioso o simpatico legato alla tua esperienza.
In primis l'adrenalina al massimo durante la caccia ai Tornado, ogni giorno circa 500miglia in van per spostarci sui "campi di caccia". Le sirene di allarme suonavano, la gente scappava e noi invece ci infilavamo nella tempesta, sempre con occhio vigile al radar di bordo. Ma anche i match di America's cup svoltisi a Trapani, la prima volta che stavo in barca per così tanto tempo e con un mare veramente tempestoso, alla fine dopo aver vomitato anche l'anima mi sono abituato. E poi l'incredibile fortuna che ho sugli aerei di linea, quando passano sopra qualche città ed io riesco a fare fotografie stupende su New York, Parigi, San Francisco, l'Etna, le isole Eolie e lo stretto di Messina.

Quando rivedi i tuoi vecchi scatti cosa pensi?
Penso soprattutto ai posti dove sono stato, alle emozioni vissute ed a quel che ho fatto prima e dopo le foto realizzate ed alle persone con le quali mi trovavo. Principalmente sono dei bei ricordi.

Dove sono pubblicate, sul web, le tue foto?
Sul mio sito www.mariobucolo.info
ho anche un news/blog sulla fotografia
http://moreaboutphotography.blogspot.com/
e naturalmente un profilo ed una pagina su FaceBook, poi sono presente anche su Lightstalkers
Da ora anche su iFolio un'interessante applicazione per iPhone; invito a vedere anche lì il mio portfolio e magari a registrarlo tra i favorites così da incrementare il numero dei miei "fan".

Un pensiero a chi si avvicina ora al mondo della fotografia.
Fregarsene di tutti quelli che si concentrano solo ed esclusivamente sull'aspetto tecnico della fotografia e non sulle emozioni suscitate e/o sui fatti raccontati. Così come diffidare da chi in uno scatto da strada, senza alcuna posa o studio, poi va a vederci la Z tracciata dalla strada o la Y creata dai personaggi... ma per favore... sono solo esercizi mentali a posteriori. Scianna dice che la fotografia è fatta da un 10% di talento, un 10% di fortuna e l'80% di lavoro. Io rimodulerei il concetto assegnando il 40% al talento, il 20% alla fortuna ed il restante 40% al lavoro ma fortemente contaminato dal marketing. Se mi si permette, con modestia, anche un consiglio sullo sconsiderato uso del bianco e nero, o si scatta in pellicola usandone una proprio in b/n oppure reputo assurdo convertire in b/n una fotografia digitale che, per sua natura, nasce proprio a colori. Toscani dice che si scatta in b/n per ignoranza del problema cromatico. Io non sono così estremo, mi piace il b/n ma quando è originale, non quando si tratta di una mera trasformazione di un'immagine nata a colori o quando si usa solo per seguire la moda o per sentirsi fighi!








Fotografie: © Mario Bucolo Photography

Vuoi concludere con un saluto o un ringraziamento?
Devo dire che l'impulso principale a far della fotografia qualcosa più che un hobby è venuto dai miei amici, da chi vedeva le foto dei miei viaggi e mi diceva che avevo saputo trasmettergli la stessa emozione dell'esser sul luogo ed anche qualcosa in più. Quindi il ringraziamento va a loro, ma in primis a mio padre che da sempre fa delle belle foto sin dalla sua vecchia Zeiss... distrutta un giorno di tanti anni fa precipitando dalla grande diga olandese... Un ringraziamento anche agli amici fotografi che, con le loro critiche ed i loro suggerimenti mi aiutano a crescere.