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giovedì 3 maggio 2012

Fotografi nel web #171: Antonella Catalano



Antonella Catalano: chi è?
Io mi definisco una "appassionata" di fotografia. È come quando ci si innamora... non sai mai quando arriverà l’amore e proprio quando meno te lo aspetti, eccolo che bussa alla tua porta e con una buona dose di perplessità ti lasci andare e inizia un "viaggio". Ho incontrato la fotografia in un momento molto particolare della mia vita, un periodo fatto di alti e bassi, dove erano più i bassi che gli alti. Prendere in mano una macchina fotografica mi ha dato, fin dal primo momento, una bellissima sensazione di libertà! Non posso certo definirmi una fotografa, se con questo termine si sta ad indicare una professione. Con la foto mi diverto, esprimo ciò che ho dentro e cerco di cogliere ciò che mi circonda, rendendolo mio!!! Dopo 12 anni vissuti fuori casa, lontano dalla mia tanto amata Sicilia, rientro nella terra del fuoco e del mare con la voglia di riappropriarmene, di sentire gli odori, i suoni, le percezioni. Attraverso l’obiettivo rivivo ciò che per tanti anni ho percepito come "lontano" e non solo fisicamente e le foto mi aiutano a rompere il ghiaccio e rientrare dentro al mio mondo. Dal buio alla "luce" potrei dire!!! Insieme ad una Canon, nella mia vita è anche arrivato l’amore! Credo che ci sia lo zampino del destino: tu sei ignara e lui fa la sua parte!!!
Chi è Antonella? Antonella è una donna che si definisce ancora "ragazza". Sono una persona molto semplice, mi emoziono come una bimba davanti ad un regalo, un bimbo appena nato, un tramonto sul mare... una collega mi ha definito "complessa", ma sempre meglio che essere complessata! L’onestà è la mia forza! Onestà soprattutto verso me stessa: voglio potermi guardare allo specchio al mattino senza dovermi nascondere dietro la salvietta. Non mi piacciono le persone ruffiane, i finti moralisti o la gente che si nasconde dietro il proprio indice. La canzone che mi rappresenta è Cirano di Guccini. Nella vita tutti dobbiamo affrontare prove quotidiane, problemi e paure e come tutti anche la mia vita mi ha portata a sbattere la testa, ma mai sono scesa a compromessi. Ho sempre scelto la strada più lunga, niente sconti! Antonella è anche fragile sotto la crosta. Tutto questo sono io, tutto questo sono le mie foto!

Quando hai iniziato a fotografare?
Credo che i miei occhi scattino fotografia da sempre!!! Ho una memoria fotografica, ricordo molto bene i particolari di un ambiente che frequento anche da poco, ricordo luoghi visti anche anni prima e gente incontrata per caso. I miei studi mi hanno tenuta allenata in questo. Ho studiato arte per tre anni all’università e mi piaceva davvero tanto. Pittori come Caravaggio, Masaccio, i grandi del rinascimento, l’arte fiamminga... da loro ho imparato che nulla è per caso, che ci sono delle regole di composizione ben precise che rendono equilibrata un’opera. Non dico che le mie foto adesso siano perfettamente equilibrate, ma riconosco sicuramente le imperfezioni che spesso sono tante e allora un po’ me la prendo perché non sempre ciò che vedo poi nella foto è come vorrei che fosse. In questi ultimi mesi ho fotografato tantissimo. Dimenticavo di dire che io ho iniziato a fotografare circa un anno fa! Una cara amica mi ha prestato la sua Canon 350 e da quel giorno, credetemi, non ho smesso più!! Al mercato, a casa, per strada: ogni occasione diventa motivo per dare sfogo a questa grande passione e mi diverto come una matta. Lo possono testimoniare le persone che mi hanno vista all’opera. Appena ho iniziato a fare foto ho anche iniziato a guardarle e dove è possibile ne leggo i commenti. Micromosso per esempio è un sito che frequento molto perchè mi da la possibilità di vedere molte belle foto e di ricevere consigli sugli scatti che pubblico. Attraverso la visione imparo molto e credo continuerò a farlo sempre.

Quale genere ti piace maggiormente fotografare?
Sono in una fase di sperimentazione. Mi cimento in tanti generi, reportage, ritratti, book fotografici di vario genere, matrimoni... ma sono molto convinta di una cosa: nel reportage trovo la mia maggiore inclinazione. Mi piace lo scatto naturalmente "pensato", ma non organizzato in tutto e per tutto. Non potrei, per esempio, fare still life o macro. Il reportage mi permette di "entrare" dentro alle situazioni, al mondo che mi circonda non come spettatore, ma come protagonista e io amo i racconti della gente, le loro storie. Durante i matrimoni che ho avuto la gioia di fotografare mi sono emozionata, divertita, incuriosita e quello che cerco di cogliere è il momento, quello che poi gli sposi non ricordano nemmeno di aver vissuto: uno sguardo, una lacrima, un bambino che fa i dispetti...

Hai fatto qualche corso di fotografia?
Partendo dal presupposto che la scuola migliore è l’esperienza, a questa domanda rispondo si!!! Ho seguito un corso base e uno avanzato presso il centro culturale di fotografia "Spazio Cromatico" a Catania e due corsi di reportage. Ma prima ancora di fare tutto questo mi sono stati preziosissimi i consigli e gli insegnamenti ricevuti dalla stessa persona che mi ha messo in mano per la prima volta una reflex. Mi ha incoraggiata a scattare e di questo le sarò sempre grata.

Quali sono i fotografi del passato e del presente che più apprezzi?
Sicuramente Steve McCurry, Ferdinando Scianna, Giacomelli, Francesco Cito. Mi sento però ancora povera di conoscenza in quest’ambito! Diciamo che è come se stessi frequentando la scuola dell’infanzia... quindi devo ancora farne di strada.

Che attrezzatura fotografica hai usato nel passato, e quale stai attualmente utilizzando?
Il mio primo amore è stata la 350Canon con obiettivo 50mm (in prestito). L’entusiasmo mi ha spinta ad acquistare una Canon 1000 con in dotazione il 18-55mm. Successivamente ho preso il cinquantino e adesso con mia grande gioia posseggo una Canon 7D a cui ho aggiunto il 70-300 e il 17-50 2.8.

Qual è lo scatto al quale sei particolarmente legata?
Questa è stata una delle prime foto che ho timidamente postato sul web! Non ho un vero e proprio legame con questo scatto, semplicemente mi piace tanto.


Quali sono i tuoi progetti attuali e quali quelli per il futuro?
Non so se i miei possono definirsi progetti. Quello che desidero è imparare. Il futuro? Quello verrà da se!!!

Hai mai esposto le tue immagini in mostre fotografiche personali o collettive?
Ancora non ho esposto nessuna foto, ma con grande gioia sono stata selezionata per una mostra che si è tenuta a Lucca dal 28 al 1 maggio 2012. La mostra si intitola "Micromosso Presenta" ed ha visto esposto un mio portfolio intitolato "così scorre il tempo". Questo è il link.

Hai mai avuto riconoscimenti in concorsi fotografici o pubblicazioni delle tue foto su libri o riviste?
Nessun riconoscimento e a dir la verità nemmeno ci penso tanto! Partecipo ogni tanto a qualche concorso, ma sbadata come sono spesso me ne dimentico. Diciamo che mi piace il momento dello scatto, il resto scivola un po’ via.

Quanto tempo dedichi alla fotografia?
Il tempo che dedico alla foto è parecchio. Non c’è un giorno che non abbia a che fare con la foto (lettura, post produzione, scatti o visione di fotografie su internet). Ma non sta al primo posto nella mia vita! Strano a dirsi, ma è così! Non dirò mai che la foto mi riempie la vita perché non sarebbe corretto. L’amore, i miei familiari! Loro si che mi riempiono la vita e la foto è la cornice a tutto questo!

Quando rivedi i tuoi vecchi scatti cosa pensi?
Sorrido!!!

Dove sono pubblicate, sul web, le tue foto?
Pubblico le mie foto su Micromosso. Sono ormai mesi che mi sopportano e mi hanno definita "la donna dei tagli". Se volete capire perché, andate a vedere le mie foto.

Un pensiero a chi si avvicina ora al mondo della fotografia.
Fate come me: divertitevi!









Fotografie: © Antonella Catalano

Vuoi concludere con un saluto o un ringraziamento?
Desidero ringraziare la mia maestra di fotografia Lucia Pulvirenti per la sua costante presenza e per l’entusiasmo che ci mette con una testona come me nell’insegnarmi la "luce". Naturalmente un grazie a Libero per la possibilità che mi ha dato di raccontarmi e i mitici di Micromosso per la simpatia e i consigli che mi danno ormai da mesi.

Le interviste ai "Fotografi nel Web" sono una rubrica del blog: Dentro al Replay

martedì 17 aprile 2012

Fotografi nel web #170: Giuliano Andrea Ravasio



Giuliano Andrea Ravasio: chi è?
Sono un ragazzo che ama le belle arti, la musica e viaggiare. Sono molto curioso e sono sempre alla ricerca di nuove emozioni, mi piace essere circondato da persone semplici e leali. Fotograficamente sono solo un appassionato, il termine giusto sarebbe fotoamatore, ma a me sembra esagerato.

Quando hai iniziato a fotografare?
I primi scatti risalgono ai tempi delle superiori, parecchi lustri fa, spesso e volentieri si parlava di fotografia e con alcuni compagni di classe cominciai a cimentarmi in quello che poi divenne una passione vera e propria. Cominciai la mia esperienza fotografica con una Agfa a telemetro caricata sempre con pellicola in bianco nero. Agli inizi lo sviluppo dei negativi lo facevo eseguire al negozietto del paese, ma il più delle volte il risultato era insufficiente ed allora decisi di imparare la tecnica del fai da te. Con i pochi soldi che avevo mi comprai una tank ed un ingranditore, naturalmente usati, bacinelle ed acidi e cominciai così a sviluppare i negativi prima e stampare le foto poi. Non vi dico le ire di mia mamma quando per far asciugare negativi e stampe occupavo per ore il bagno di casa, oppure quando mi chiudevo in soggiorno e preparavo l’occorrente per la stampa. Da qui i primi concorsi, naturalmente con cocenti delusioni, poi arrivarono anche le prime piccole soddisfazioni, le prime ammissioni ed anche alcune premiazioni. Il piccolo club al paese, le notti passate a parlare di tecnica e materiali, tutto andò per il meglio fino a quando nacque il primo figlio e cominciai a lavorare in proprio, il tempo a disposizione divenne sempre meno, e purtroppo la fotografia si limitò a scatti ricordo delle vacanze. Siamo agli inizi del nuovo secolo, e l’era digitale entra prepotentemente nelle case, si vedono i primi apparecchi fotografici digitali, dapprima rimango un po’ scettico, ma con il passare del tempo l’evento mi incuriosisce sempre più ed è lì che, grazie all’immediatezza, e versatilità del sistema ricomincio dedicarmi alla fotografia.

Hai fatto qualche corso di fotografia?
Sono un autodidatta, la mia formazione è data dalla lettura di libri e manuali , ma soprattutto dal confronto con gli altri, un confronto fatto con umiltà, che prosegue tutt’ora in modo più ampio grazie ai vari portali a cui sono iscritto.

Quale genere ti piace maggiormente fotografare?
Non ho un genere a cui sono legato in modo particolare, ma devo dire che una certa predilezione per i paesaggi esiste. Io credo che l’importante sia che al momento dello scatto si provi una emozione da trasmettere poi al lettore finale. Una cosa è certa, forse per una sorta di nostalgia, o forse per un'emulazione dei grandi del passato, le mie fotografie sono quasi esclusivamente in bianco e nero.

Quali sono i fotografi del passato e del presente che più ammiri?
Hansel Adams, Henri Cartier Bresson: sono a mio avviso i più grandi maestri che la fotografia ci abbia regalato, senza dimenticare però i più recenti e nazionali Mario Giacomelli, Gianni Berengo Gardin, Fontana, Francesco Cito e Letizia Battaglia che ho avuto l’onore di conoscere personalmente.

Che attrezzatura fotografica hai usato nel passato, e quale stai attualmente utilizzando?
Come detto prima, iniziai la mia "carriera" fotografica con una Agfa a telemetro, per poi passare alla prima reflex, una Fujica Az1; eravamo agli inizi degli anni '70 poi la continua evoluzione tecnologica mi portò a Contax con le mitiche ottiche Zeiss. Ora dopo essere passato tra Canon 300D, la prima reflex digitale alla mia portata, con ottica in kit, una 20D (e qui gli accostai un Sigma 18-50 F2.8 ed un 10-20), passai alla 40D e vi aggiunsi un 70-200 F4 L is. Attualmente sono passato al sistema full frame, facendo un salto di qualità non indifferente, con una 5DmkII con un tris di ottiche di tutto rispetto: 12-24 Sigma, 24-105 F4 L ed il 70-200 F2.8 II° serie L, accompagno sempre da un 50 mm ed una compatta, la Canon G12.

Qual è lo scatto al quale sei particolarmente legato?
Non credo di avere un legame particolare con alcuni scatti, forse il primo scatto pubblicato su una rivista, oppure la fotografia con cui vinsi il mio primo concorso. Credo che ogni fotografia abbia una sua storia e come tale ti ricordi un momento, un'emozione provata.


Quali sono i tuoi progetti attuali e quali quelli per il futuro?
Nell’immediatezza ho in programma di partecipare ad una collettiva organizzata dal Circolo Fotografico Dalmine in collaborazione con l’Amministrazione Comunale nell’ambito di una manifestazione fotografica della durata di una decina di giorni, nella quali vi saranno proiezioni di audiovisivi, serate dedicate alla lettura di immagine e di portfoli, nonché mostre di autori importanti. Altri sono: un viaggio fotografico di alcuni giorni in Camargue in giugno, Spagna "estrema dura" e Portogallo in luglio/agosto. Naturalmente non mancherò di partecipare ad alcuni concorsi.

Hai mai esposto le tue immagini in mostre fotografiche personali o collettive?
Si, grazie al Circolo Fotografico Micromosso ed al Circolo Fotografico Dalmine, dei quali sono socio, ho avuto diverse possibilità di esporre le mie fotografie: mostra "Scatti dal Web" 2010 e 2011 a Lucca, "Buon compleanno Italia" 2011 all'Università Tor Vergata di Roma, "Riomagno fotofestival" 2011 e "Opec Città di Dalmine" 2010 e 2011.

Hai mai avuto riconoscimenti in concorsi fotografici o pubblicazioni delle tue foto su libri o riviste?
Si, devo dire che la fotografia mi ha regalato delle belle soddisfazioni, ho avuto diverse pubblicazioni su più riviste di settore, tra le quali: "Fotografia Reflex" novembre 2006, "Fotografare" febbraio 2007, "Il fotografo" dicembre 2008 e aprile 2009, "Foto Cult" gennaio 2009. Ho avuto parecchie ammissioni in concorsi nazionali ed internazionali, avendo anche buoni risultati, come le semi-finali nel concorso OASIS FOTO CONTEST 2010 sezione paesaggi e finalista nel contest internazionale di "Orobie film festival" sez fotografia.

Quanto tempo dedichi alla fotografia?
Purtroppo il tempo è tiranno e spesso a disposizione ne rimane ben poco.

Quando rivedi i tuoi vecchi scatti cosa pensi?
Quando riguardo i miei vecchi scatti non posso fare a meno che ricordare, mi vengono in mente i momenti passati dedicati a quelle fotografie, mi ricordo gli errori testardamente fatti, ma mi ricordo anche le emozioni provate quando da un foglio bianco immerso negli acidi cominciava come per una magia a formarsi l’immagine. Quanta strada ho fatto, e quanta ne devo ancora fare..

Dove sono pubblicate, sul web, le tue foto?
La maggior parte delle mie fotografie sono pubblicate, credo, nei migliori portali:
www.fotoit.it, abc-fotografia.typepad.com, www.micromosso.com
...e sul mio sito: giuli54photographer

Un pensiero a chi si avvicina ora al mondo della fotografia.
Difficile dare consigli sul come fare o non fare, si rischia di insegnare i propri errori, l’unica cosa però che mi sento di dire è quella di essere onesti con sé stessi, umili nella condivisione e attingere più che si può da chi è migliore di noi.








Fotografie: © Giuliano Andrea Ravasio

Vuoi concludere con un saluto o un ringraziamento?
Vorrei ringraziare tutti coloro che mi sono vicini e condividono con me questo bellissimo hobby, ma sopratutto la mia famiglia che mi sopporta pazientemente, ed anche te Libero che mi hai offerto questa bella opportunità.

Le interviste ai "Fotografi nel Web" sono una rubrica del blog: Dentro al Replay

mercoledì 4 aprile 2012

Fotografi nel web #169: Carlo Longarini



Carlo Longarini: chi è?
La prima domanda e già sono in difficoltà. Non sono abituato a parlare di me stesso e quindi mi resta un po’ difficile far capire chi sono. Un po’ perché non sono molto bravo a scrivere, ma soprattutto perchè dal punto di vista fotografico è difficile definirmi. Sono poco più di un principiante ma comunque in continua evoluzione. Direi che è più facile farsi un’idea di chi sono dando un’occhiata alle mie gallerie fotografiche (Micromosso, Flickr). Alcune foto riuscite, altre con errori, qualcuna addirittura completamente sbagliata... Ci sono foto scattate solo a scopo didattico, foto concepite con la voglia di comunicare qualcosa ed altre realizzate esclusivamente per dare libero sfogo alla mia vena creativa. Dal punto di vista personale posso dire che il mio carattere ha molte sfaccettature. Sincero, indipendente, a volte spirito libero, a volte scanzonato e goliardico, altre rompi balle, sempre critico con me stesso, con la fotografia ho scoperto una nuova valvola di sfogo per mantenere un equilibrio personale. Resta comunque il fatto che il motivo principale per cui coltivo questo hobby è che con la fotocamera, io mi diverto!! Per il resto devo dire onestamente il termine "fotografo" non è il vocabolo più adatto per descrivermi. Un po’ per rispetto di chi per anni ha faticato per costruire una certa professionalità che non mi appartiene ed un po’ perché trovo limitante il fatto di inquadrarmi in categoria specifica. Ah, ho 37 anni e i miei studi sono prettamente "tecnici".

Quando hai iniziato a fotografare?
Mi sono appassionato alla fotografia da circa 3 anni, non di più. La fotografia per come si vede dall’esterno l’ho sempre odiata. La figura del fotografo che ha uno studio in centro e viene a scuola a fare la foto di classe con un’astronave in mano non mi è mai andata a genio. Con l’occhio che avevo qualche anno fa, i fotografi erano dei tipi strani che si presentavano alle comunioni, ai matrimoni etc., mettendo tutti in fila costringendoti a sorridere. E poi che fame ad aspettare gli sposi che si imboscavano a fare le foto! Due cocomeri, "e mettiti così e mettiti cosà", insomma non amavo la categoria. Per farla breve, io quando vedevo un tipo buffo che si rotolava in terra per fare una foto ad un sasso, ero uno molto tentato di sporgermi dal finestrino dell’auto ed urlare: "fotografami sta m...!!!". E poi 'sti Giapponesi che fotografano di tutto... insomma lo vedevo come un ambiente troppo impostato ed artificiale. Chiaramente, non c’era amore. Per lavoro poi, mi si è presentata la necessità di comprare una reflex con un 8mm Sigma fisheye. In pratica, senza sapere né cosa fosse il tempo di scatto né il diaframma, assemblavo una serie di foto che mi permetteva di realizzare dei "virtual tour" da inserire in vari siti commerciali. Le prime foto le ho scaz...volate proprio, ma ovviamente facendo di necessità virtù, piano piano sono riuscito ad affinare la tecnica. Ovviamente stavo sempre attento a non rotolarmi per terra perché, insomma, sapevo cosa mi sarebbe potuto succedere!! Ero bravo, molto bravo, infatti di lì a poco ho cambiato lavoro e mi sono trovato con questo oggetto tanto odiato tra le mani. Li è cominciato tutto. Con in mente il fotografo con il papillon che passava di locale in locale per venderti una foto che mai nessuno ha voluto, ho iniziato ad uscire di nascosto cercando di creare qualche scatto decente. Cose semplici, magari viste in rete. Da lì ho scoperto un lato della fotografia che non conoscevo ed ho iniziato ad appassionarmi. Un giorno mi è stato chiesto di partecipare a qualche contest in un sito per principianti e la frequenza delle mie battute fotografiche è aumentata. Non solo, competitivo come sono ho iniziato a studiare per non arrivare ultimo. Adesso non faccio più contest ma non ho più smesso di fotografare. Anzi, mi sono rotolato varie volte in terra e qualche screanzato si è permesso di dirmi: "fotografami sta m...!!!". Che gentaccia, non si sa più dove andremo a finire!! (la vicenda è spiegata ampiamente più avanti)
In basso una foto "sferica" convertita successivamente in bn:


Quale genere ti piace maggiormente fotografare?
Non ho un genere preferito. Diciamo che non mi sono ancora conciliato con la fotografia da matrimonio e che la fotografia glamour non è nelle mie corde, per il resto mi piace un po’ di tutto. Per qualcuno può sembrare un difetto, ma fotografando per me stesso e non a scopo commerciale, non sento la necessità di creare un "marchio di fabbrica". Quindi in genere assecondo completamente la mia vena creativa.

Hai fatto qualche corso di fotografia?
Se si parla di corsi ufficiali e quindi di qualche scuola titolata, la mia risposta è no. Diciamo che la mia formazione è data da letture di manuali, tutorial trovati in rete (che divoro letteralmente), ma soprattutto dallo studio di foto che trovo su internet. Quando trovo un’immagine che mi colpisce cerco sempre di capire come sia stata realizzata e cosa la renda così interessante. Attualmente sto leggendo: "Leggere la fotografia" di Augusto Pieroni. Imparare a leggere una fotografia è molto importante perché ti permette di capire le regole per realizzare qualcosa che possa a sua volta essere comprensibile per gli altri. Insomma, sto cercando di imparare i canoni e le regole di un linguaggio che fino ad ora utilizzavo solo istintivamente. E poi, leggere le fotografie di altri mi piace molto. C’è qualche fotografia che parla e non sa di farlo. Ci sono delle volte che all’interno di una foto si leggono cose che nemmeno l’autore si è reso conto di raccontare.

Quali sono i fotografi del passato e del presente che più apprezzi?
Sono consapevole che per evolversi sia necessario studiare anche il percorso di altri fotografi. A volte da soli è difficile comprendere determinate situazioni o determinati meccanismi. I miei approfondimenti attualmente sono prevalentemente tecnici. Come ho già detto studio qualsiasi cosa che mi passi tra le mani, ma sinceramente non ho nessun fotografo di riferimento. Conosco i più noti, Bresson, Fontana etc... ma solo ad un livello di cultura generale ed in maniera superficiale. Anche se in maniera indiretta ho avuto modo di conoscere la fotografia di Francesco Cito il quale, oltre ad essere un fotografo di valore mi sembra anche una bella persona.

Che attrezzatura fotografica hai usato nel passato, e quale stai attualmente utilizzando?
In fase iniziale: Canon 350D + Canon 18-55 + Canon 55-250 + Sigma 8mm f3.5 fisheye.
Adesso: Canon 60D + Canon 18-55 is + Sigma f2.8 24-70 + Canon 70-300 is usm
Spero di aggiungere il Tokina 11-16, un obiettivo macro ed in futuro un tele sopra i 300mm.

Hai uno scatto al quale sei particolarmente legato?
Sono affezionato a molte foto ma nessuna in particolare.

Quali sono i tuoi progetti attuali e quali quelli per il futuro?
Sinceramente dal punto di vista fotografico vivo abbastanza alla giornata. Ho molto da imparare e molte idee in testa, ma l’obiettivo principale è quello di ampliare il mio bagaglio di conoscenze. Altri miei progetti attuali non sono fotografici ma basati su legami affettivi.

Hai mai esposto le tue immagini in mostre fotografiche personali o collettive?
A novembre 2011 ho partecipato con questa foto alla mostra fotografica organizzata dal circolo Micromosso in occasione del Lucca Digital Photo Festival:


Hai mai avuto riconoscimenti in concorsi fotografici o pubblicazioni delle tue foto su libri o riviste?
Concorsi fotografici di spessore no. Pubblicazioni nemmeno. Sinceramente non mi sto muovendo nemmeno per ottenere qualcosa. Mi reputo ancora uno che si deve fare le ossa. Determinato nel voler imparare, ma cosciente dei propri limiti.

Quanto tempo dedichi alla fotografia?
Se parliamo di fotografia "applicata" nel senso di scattare foto, devo dire che il tempo dedicato non è molto. Per quanto riguarda la fotografia teorica o lo studio della fotografia posso dire che la dedizione è grossomodo continua. Al mattino mi sveglio alle 6,15. Praticamente siamo alle prime luci del giorno ed io se possibile mi collego a Micromosso in cerca di qualche cosa di interessante. Quindi si può dire che il tempo a cui dedico la fotografia inizia quando ancora molti dormono. Gran parte della giornata è dedicata a tutta una serie di attività ma i miei sensi sono sempre in stato di allerta (ovviamente nei limiti del ragionevole). Dal mondo esterno cerco di assorbire qualsiasi informazione possa aiutarmi a migliorare il mio "fare" fotografia. Qualsiasi momento della giornata può essere buono per trovare uno spunto per una foto. Una luce particolare, il cambiamento del tempo, un particolare a cui non avevo mai fatto caso, una situazione simpatica... Praticamente la fotografia e l’osservazione fotografica mi accompagnano in ogni momento. Quando trovo qualche spunto interessante oppure un’idea da sviluppare in genere faccio mente locale sulla fattibilità, sul "come" e "quando" organizzarmi per realizzare lo scatto. Ormai la visione "fotografica" fa parte di me.

Raccontaci un episodio curioso o simpatico legato alla tua esperienza.
Una caccia fotografica improbabile:
http://www.micromosso.com/forum/viewtopic.php?t=5511
Scritto in un momento di follia. Uno dei tanti! :-)

Quando rivedi i tuoi vecchi scatti cosa pensi?
Gli scatti che mi piacciono anche quando è passato del tempo, in genere sono sintomo di una crescita personale limitata (dal punto di vista fotografico) o che effettivamente erano fatti decentemente. Al contrario, quelli che non mi piacciono più, sono testimonianza di considerazioni opposte. In ogni caso scelgo la scusa che mi è più comoda :-) Ovviamente scherzo!!

Dove sono pubblicate, sul web, le tue foto?
Micromosso, Flickr, Fotoarts. In realtà sono iscritto anche su 500px, ma frequento quasi esclusivamente per osservare altri fotografi o per "tenere i piedi per terra". Quando una foto riscuote consensi in un portale in genere la inserisco altrove per avere un riscontro obiettivo di quanto interferiscano o meno le varie conoscenze ed amicizie personali.

Un pensiero a chi si avvicina ora al mondo della fotografia.
Non mi sento la persona adatta per dare consigli di fotografia. Mi dispiace.








Fotografie: © Carlo Longarini

Vuoi concludere con un saluto o un ringraziamento?
Un ringraziamento si, anzi due. Il primo va a Libero che, nonostante ci siano in giro persone più competenti e titolate di me, ha mostrato il suo interesse chiedendomi di rispondere alle sue domande. Per questo gli sono grato.
Il secondo va alla mia ragazza che quando sono con la fotocamera è costretta a rincorrermi come se fossi un alano dopo aver visto un gatto! :-)

Le interviste ai "Fotografi nel Web" sono una rubrica del blog: Dentro al Replay