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giovedì 9 febbraio 2012

Fotografi nel web #165: Marcella Pretolani



Marcella Pretolani: chi è?
"Fotografa pura", sono un professionista fortunato perché il mio lavoro è passione, è hobby, è cultura, è vita.

Quando hai iniziato a fotografare?
A 9 anni, quando ho sentito il bisogno di far vedere il mondo agli altri così come lo vedevo io.

Quale genere ti piace maggiormente fotografare?
Amo fotografare l’anima delle persone, anche se la mia specializzazione è la fotografia industriale e architettura.

Hai fatto qualche corso di fotografia?
Istituto D’arte (Fotografia e Grafica pubblicitaria)
Istituto superiore di fotografia (moda e Steel life)
Accademia delle belle arti (scenografia)

Quali sono i fotografi del passato e del presente che più apprezzi?
David Hamilton e Annie Leibovitz.

Che attrezzatura fotografica hai usato nel passato, e quale stai attualmente utilizzando?
Ho sempre utilizzato Nikon come medio formato, in passato usavo la Hasselblad e per il banco ottico il Sinar.

Qual è lo scatto al quale sei particolarmente legata?
Non mi lego a dei scatti in particolare perché sono molto critica e credo che lo scatto che mi rappresenterà deve ancora venire.


Quali sono i tuoi progetti attuali e quali quelli per il futuro?
Un programma televisivo che sto girando in questo periodo.

Hai mai esposto le tue immagini in mostre fotografiche personali o collettive?
Si, ho esposto in mostre personali per tre volte a livello nazionale.

Hai mai avuto riconoscimenti in concorsi fotografici o pubblicazioni delle tue foto su libri o riviste?
Si, in occasione delle mostre e per dei concorsi di settore (Orvieto Fotografia - ANFM)

Quanto tempo dedichi alla fotografia?
Il 90% del mio tempo.

Raccontaci un episodio curioso o simpatico legato alla tua esperienza.
Se guardo indietro non c’è un episodio della mia vita dove io non ho la macchina fotografia dietro. Curioso: ho realizzato un matrimonio arrampicata sulle rocce a picco sul mare con la sposa a mollo fino alle 19.00 e alle 2.00 di notte ho partorito. Simpatico: ho realizzato un reportage in montagna in parco naturale con mio figlio di 10 mesi dentro ad una sacca legato alle spalle per tutto il giorno.

Quando rivedi i tuoi vecchi scatti cosa pensi?
Li critico, come ho già detto sono molto critica con me stessa.

Dove sono pubblicate, sul web, le tue foto?
www.emmeduefotografia.it
http://www.facebook.com/pages/Emmedue-fotografia-di-Pretolani-Marcella/191300377604323

Un pensiero a chi si avvicina ora al mondo della fotografia.
Siate realmente convinti.








Fotografie: © Marcella Pretolani

Vuoi concludere con un saluto o un ringraziamento?
Un grazie speciale a mio figlio, che è l’uomo della mia vita ed è l’unico che forse capisce quanto io sia realmente rapita da quest’arte, perché lui è l’unica cosa che metto prima della mia fotografia.

Le interviste ai "Fotografi nel Web" sono una rubrica del blog: Dentro al Replay

mercoledì 1 febbraio 2012

Fotografi nel web #164: Alessandro Gaziano



Alessandro Gaziano: chi è?
Fotografo per passione, fotografo per stupirmi di volta in volta, fotografo per cercare di regalare emozioni, di trasmettere quello che vede la mia mente già prima del click. Non sempre ci riesco... ma continuo nella ricerca.

Quando hai iniziato a fotografare?
Sicuramente tanti anni fa, prima una reflex prestata dallo zio, la Pentax MX che non scorderò mai, compagna di uscite e di foto sature, vive, orribili a pensarci, ma per me indimenticabili, e poi la mia prima vera macchina comprata con le mancette, una Minolta ed infine il passaggio al digitale.

Quale genere ti piace maggiormente fotografare?
Non c'è un genere in particolare, ma parlerei di "soggetto". Mi piace fotografare la gente, in ogni sua espressione, dal semplice gesto quotidiano alla foto di beauty. Dalle persone che lavorano allo street puro, quello in cui le luci segnano in maniera netta ed evidente la figura umana. Ultimamente mi sono dato al ritratto, quello che ti porta a vedere gli occhi di chi fotografi, cercare di stabilire un contatto visivo anche dopo aver scattato, bloccare quell'attimo e fermarlo per sempre.

Hai fatto qualche corso di fotografia?
Qualche seminario, ma più che altro sulla storia della fotografia, sui grandi fotografi, sulla tecnica nulla, autodidatta in tutto. Posso dire che ho studiato tantissimo sulle monografie di quelli che ritengo i più grandi della storia.

Quali sono i fotografi del passato e del presente che più apprezzi?
Ci vorrebbero pagine e pagine per parlare di fotografi che letteralmente adoro. Inizierò da quello che non si è mai definito fotografo, ma che per me è stata la luce, Giacomelli, con i suoi biancoeneri così spinti, così surreali mi ha dato la possibilità di vedere la fotografia in un altro modo, mi ha aperto orizzonti che fino a quel momento non sapevo neppure esistessero. Poi c'è il Fotografo, Bresson e la sua fotografia schietta, puntuale, sempre pronta a cogliere l'attimo. Scianna, i suoi fantastici ritratti, le sue modelle così "normali" ma così affascinanti, la sua Sicilia, anche un po' la mia essendo di origini siciliane. Infine Testino, la bellezza fatta foto, le sue modelle, le sue attrici, i suoi nudi, così affascinanti e così coinvolgenti.

Che attrezzatura fotografica hai usato nel passato, e quale stai attualmente utilizzando?
Ho iniziato con una Pentax MX, poi ho preso una Minolta Dynax che mi ha accompagnato per un po', fino ad approdare al digitale. Ora utilizzo un corredo Canon sempre in evoluzione, aspettando una Full Frame.

Quali sono gli scatti ai quali sei particolarmente legato?
Sono più di uno e spero che abbiate pazienza.

Scattata a Parigi, al Louvre, ho aspettato il momento giusto per cogliere il perfetto controluce con le persone che diventano nere e vanno verso la Pyramide.

Scattata nella metropolitana di Parigi, mi ha fatto capire quanto possa essere bello lo street, la serie di scatti all'interno della metropolitana è stata molto apprezzata dal sito Vogue e una di queste foto è stata scelta per la Mostra Watch&Click


Con questa ho scoperto il biancoenero duro, senza grigi che interrompano questo idillio e soprattutto la forza della natura che può avere in certi momenti.

Adoro questo scatto fatto durante l'Europride 2011 a Roma, il momento di gioia tra le due ragazze mi emoziona ogni volta che lo guardo.

E' uno scatto di poco tempo fa ma che già è tra i miei preferiti, forse per lo sguardo semplice e sensuale che sono riuscito a cogliere, ma gli fa scalare la classifica di tutti i ritratti che ho fatto fino adesso.

Quali sono i tuoi progetti attuali e quali quelli per il futuro?
Sinceramente? Non lo so. Vorrei fare tante cose, fotografare tanti posti e tante persone, ma un obiettivo preciso per ora non c'è, anche se la mia mente va sempre verso quei colori e quella gioia che ho trovato a Lucca Comics e mi piacerebbe approfondire e far diventare seri quegli scatti.

Hai mai esposto le tue immagini in mostre fotografiche personali o collettive?
Si, per fortuna qualche piccola soddisfazione me la sono tolta, ma proprio piccola. Ho partecipato ad una collettiva esposta a Nettuno dal titolo "Tra le pieghe del tempo"; 3 mie foto sono state proiettate durante la settimana della fotografia a Roma, in una sorta di film fotografato su Roma; una mia foto è stata esposta nella Mostra "Watch&Click" da Vogue durante la settimana della Moda a Milano; infine la mia "personale" sulla Toscana dal titolo "Visioni Toscane" (ancora esposta) a Montepulciano.

Hai mai avuto riconoscimenti in concorsi fotografici o pubblicazioni delle tue foto su libri o riviste?
Devo dire che non partecipo molto ai concorsi fotografici, o mando le foto alle riviste sperando che me le pubblichino. Mi appoggio molto di più alla "rete" e lì qualche piccola soddisfazione ogni tanto me la tolgo. Niente di eclatante, sia ben chiaro, ma sono quelle piccole cose che ti aiutano a cercare sempre di fare quel passettino e crescere.

Quanto tempo dedichi alla fotografia?
Devo considerare anche la notte nel mio letto mentre penso ai prossimi scatti? Considerando che non è il mio vero lavoro gli dedico tutto quello che rimane, non è moltissimo ma cerco di massimizzare al meglio quello che ho, farlo diventare un lavoro sarebbe un sogno, ma in questo momento di difficile realizzazione.

Raccontaci un episodio curioso o simpatico legato alla tua esperienza.
Più che simpatico e curioso è un episodio che mi è rimasto in mente. Prove del Palio di Siena e come ogni volta io in mezzo a fotografare visi, volti, espressioni delle persone che riempiono la piazza. Succede un piccolo parapiglia tra contradaioli, io mi metto in mezzo, ma neppure tanto in mezzo, per fotografarlo e vengo preso a spintonate da uno che voleva strapparmi la reflex di mano. Se non fosse intervenuto un altro contradaiolo a difendermi me la sarei vista brutta. Questo mi ha fatto capire che non è semplice poter rappresentare la realtà.

Quando rivedi i tuoi vecchi scatti cosa pensi?
Come scattavo male! Rivedo i miei scatti e trovo errori che oggi mi farebbero cestinare lo scatto in un secondo. L'occhio c'è sempre stato, ma non allenato, mi portava a fare delle foto che quasi faccio fatica a riconoscere.

Dove sono pubblicate, sul web, le tue foto?
Le mie foto sono sparse nella rete, e quando dico sparse non scherzo. Il mio blog "ufficiale" è http://alessandrogaziano.wordpress.com/ ma le mie foto le potete trovare anche su flickr, su 500px, su tumblr, le trovate anche su Vogue e su ZMPhoto.

Un pensiero a chi si avvicina ora al mondo della fotografia.
Studiare e non pensare di essere già arrivati dopo una settimana di scatti. Non è proprio così che funziona. Con il digitale la possibilità di fare buone fotografie si sono allargate, ma questo non vuol certo dire di essere un "fotografo". Io non mi sento un "fotografo" anche se sono anni che scatto e qualcosina di buono penso di averla fatta, continuo a studiare, a comprare libri di fotografia, vado a vedere tutte le mostre che posso e attingo una marea di risorse dalla rete.









Fotografie: © Alessandro Gaziano

Vuoi concludere con un saluto o un ringraziamento?
Ringrazio la mia compagna Donatella che mi sopporta e mi supporta in tutto questo. Senza di lei sarebbe tutto diverso.

Le interviste ai "Fotografi nel Web" sono una rubrica del blog: Dentro al Replay

giovedì 26 gennaio 2012

Fotografi nel web #163: Anna D'Elia



Anna D'Elia: chi è?
Una donna che fotografa per passione, tutti i giorni. Non so più se sono una giurista prestata alla fotografia oppure il contrario...

Quando hai iniziato a fotografare?
Sono da sempre stata vicina a qualsiasi forma d’arte, ma ho scelto la fotografia ancor prima di avere a disposizione una fotocamera. Per tantissimo tempo ho scattato solo nella testa, avevo pudore di mostrare i miei scatti, da creatura schiva quale sono li tenevo rigorosamente per me. Prediligevo la scrittura... poi ho iniziato a ritrarre mia figlia ed allora, all’improvviso, mi è stato chiaro che scritti e scatti erano per me molto intercambiabili. I primi progetti che ho realizzato hanno riguardato la rivisitazione di episodi o luoghi della mia vita sui quali sentivo l’urgenza di fare luce. Fotografarli mi ha permesso di tornare alle origini, ritrovare me stessa, capire e non scordare mai chi sono.

Quale genere ti piace maggiormente fotografare?
Potrei dirti il paesaggio, ma mi sono dedicata molto alla fotografia in studio, il ritratto e lo still life. Perciò non parlerei tanto di un genere... quanto piuttosto di temi: il tempo, il viaggio, la memoria, la vita... ogni volta che senti qualcosa "di pancia", ecco, lì viene fuori qualcosa di buono. Per me la fotografia è "portare alla luce" idee, emozioni, riflessioni, perciò la mia prospettiva è sempre interiore e il linguaggio, per lo più evocativo, diventa sostanza e non semplice forma. Mi piace cercare il legame sottile che esiste fra il fotografo e il soggetto fotografato, interpretarlo e filtrarlo attraverso il mio vissuto. Mi piace guardare attraverso le cose, la mia è una costante ricerca sul senso dell’esistenza, una riflessione sull’identità fuggevole e mutevole di tutto. L’idea è sempre di tradurre in immagini, con una mia personale metrica, storie di uomini e donne e della loro vulnerabilità, paesaggi che esprimano sentimenti anche struggenti. Leggere attraverso la geografia dei volti i terremoti dell’anima o "scavare" in un luogo perché diventi icona di un’emozione... ecco, la fotografia risponde ad una esigenza di introspezione e anche quando la figura umana è totalmente assente, è l’intera umanità a riempire una montagna, una natura morta, uno scorcio appena intravisto dal finestrino di un treno in corsa.

Hai fatto qualche corso di fotografia?
Certo, credo moltissimo nella formazione e nella necessità di apprendere dai professionisti. Dedico anche molto tempo allo studio in autonomia, alla sperimentazione personale sui temi che sento consoni a me. Ho avuto il piacere e il privilegio di avere come maestri grandi autori, ai quali sono particolarmente legata: Vanessa Winship, Giorgia Fiorio, Stefano Schirato, Carmelo Bongiorno.

Quali sono i fotografi del passato e del presente che più apprezzi?
Tanti, ma ho un’autentica predilezione per Giacomelli. Tra i fotografi del presente, ho i miei preferiti a seconda del genere, ad es. Ackerman, Dagatà, Joice Tenneson, Cristopher Broadbent, Ellen Von Unwerth, Paolo Pellegrin, Kenro Izu e molti altri.

Che attrezzatura fotografica hai usato nel passato, e quale stai attualmente utilizzando?
Ho avuto una reflex Minolta analogica, ora utilizzo una semplice Canon Eos 500D.

Qual è lo scatto al quale sei particolarmente legata?
Quelli nei quali ho sperimentato qualcosa, quelli che ho sentito profondamente dentro, prima nella testa, poi nella realtà dello scatto. Il mio viaggio fotografico attraversa perlopiù realtà fatte di memorie e poesia, uno spazio mentale di nostalgie di cose perdute, in cui i luoghi fisici diventano metafora dell’essere umano e degli universali interrogativi sull’esistenza. E’ a queste emozioni che sono legata e alle foto che riescono a rappresentarle: paesaggi divenuti spazi del pensiero, luoghi della meditazione, specchi di realtà interiori e finestre sul mio stesso io. Ricerco luoghi in cui collocare paure e inquietudini, fragilità, certezze, inseguo figure umane che si aggirano come fantasmi solitari in una costruzione puramente mentale, storie di vita interpretate alla luce di concetti precisi: poesia, amore, libertà, vita, morte, solitudine. C’è tutta la sintesi di un dissidio tra speranze e disillusioni, la vita stessa. La mia fotografia non vuole essere documentazione, ma strumento di riflessione. Alla fine è il mio più profondo e intimo inno alla solitudine esistenziale, è il mio "paesaggio dell’anima".


Quali sono i tuoi progetti attuali e quali quelli per il futuro?
Studiare, approfondire, riprovare fino a quando non sono soddisfatta del risultato. Mostre, libri, docenze, progetti a lungo termine, curatele anche... moltissimi impegni, ma sempre e prima di tutto il puro divertimento di scattare, raccontare, esprimere, comunicare con parole, suoni e immagini.

Hai mai esposto le tue immagini in mostre fotografiche personali o collettive?
Si, ho partecipato a collettive e ho esposto progetti personali. Eccone alcuni:
http://occhirossifestival.org/2010/04/anna-delia/
http://occhirossifestival.org/2011/06/anna-delia-2/
http://www.fotocommunity.it/pc/account/myprofile/1704521/profile/1

Hai mai avuto riconoscimenti in concorsi fotografici o pubblicazioni delle tue foto su libri o riviste?
Non partecipo ai concorsi generalmente, ho poco tempo e mi piace essere libera di scegliere il tema delle mie foto. Mi piace pensare piuttosto alla soddisfazione provata nel riuscire a ritrarre qualcuno o qualcosa esattamente nel modo in cui avevo concepito l’immagine, soprattutto quando sono riuscita a percepire e decifrare le ferite che segnano un volto, il più straordinario dei paesaggi.

Quanto tempo dedichi alla fotografia?
Tutto il tempo. A volte noi andiamo verso qualcosa, altre volte è essa stessa a giungere a noi, come un destino al quale non possiamo o non vogliamo sfuggire, e non possiamo resistere alla tentazione di coglierla anche se sappiamo cosa ci scatenerà dentro. A me è capitato questo con la fotografia. Qualsiasi cosa mi riconduce ad essa, come un mezzo di trasporto di un viaggio ininterrotto negli inferi dell’anima, popolati di tracce di vite sfocate, nature morte da ricomporre. Sono sempre immersa nei classici, nella letteratura e nella vita reale; le mie letture, il cinema che guardo, le mostre che frequento, la musica che ascolto, la formazione... tutto costituisce nutrimento e strumento per ampliare la mia passione per la fotografia.

Quando rivedi i tuoi vecchi scatti cosa pensi?
Mi riconosco sempre in ogni foto che ho scattato, a volte mi sorprendo per quanto sono buone, a volte le trovo piene di errori. Indubbiamente ci sono sempre dentro, con tutti i miei punti di forza e le mie debolezze.

Dove sono pubblicate, sul web, le tue foto?
Ho una pagina personale su photographers, poi un po’ in giro sul web
http://www.photographers.it/free/annadelia/

Un pensiero a chi si avvicina ora al mondo della fotografia.
Non praticate sconti sui sogni, ma anche sulla necessità di studiare. Avvicinatevi con fiducia e umiltà a chi può insegnarvi. La fotografia porta in contatto col mondo, ma anche con se stessi, quindi non temete di guardarvi dentro e confrontarvi con tutto ciò che vi trovate; cercate sempre un vostro personale modo di fotografare... Pensate a lungo prima di scattare, non sprecate gli scatti. Quando non avete niente di importante da dire, tacete.








Fotografie: © Anna D'Elia

Vuoi concludere con un saluto o un ringraziamento?
Ringrazio la mia famiglia per avermi insegnato ad amare l’arte e la bellezza in tutte le sue declinazioni e in particolare mia figlia, che è la migliore e più attenta critica che conosca. Grazie a voi per avermi dato questo spazio.

Le interviste ai "Fotografi nel Web" sono una rubrica del blog: Dentro al Replay