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Informo che la pubblicazione di nuove interviste è al momento sospesa a causa del poco tempo a disposizione per seguire il blog come meriterebbe, mi dispiace...
Invito comunque gli utenti a navigare sulle pagine alla ricerca di interessanti interviste, ad esempio questa (postuma) a Mario Giacomelli.

Mi scuso per l'inconveniente con gli affezionati lettori e (spero) a presto!
Ricerca personalizzata

martedì 3 febbraio 2009

Fotografi nel web #71: Paolo Barthelemy

Pubblicato su Dentro al Replay il 03/02/2009




Paolo Barthelemy: chi è? Definisciti!
Innamorato della fotografia e della sua capacità di isolare in un click le emozioni, gli istanti per renderli unici ed immortali. Ogni foto è un regalo a me stesso ed una speranza che lo sia anche per gli amici a cui la mostro nel momento in cui realizzo di essere riuscito a far vibrare in loro le stesse corde che hanno vibrato in me. Mi definisco un fotografo passionale, d’istinto.

Quando hai iniziato a fotografare?
Quando è mancato mio papà, ho preso in mano la sua macchina fotografica, una Yashica FX3, con un 28mm, un 50mm ed un 135mm fissi; inizialmente per tenerla come punto di contatto con lui, poi, ho cominciato ad apprezzare ciò che la fotografia poteva regalare e mi sono preso qualche manuale per i rudimenti rimanendo, però, pochissimo al di sopra del "fotografo della domenica" per molti anni fino a che mia moglie Paola, circa quattro anni fa, non mi regalò una compatta Casio QV-5700. E’ stata la firma della sua "condanna". Da quel momento in poi, la magia del digitale ha preso il sopravvento; non, ovviamente, per una questione di qualità del supporto ma perché la libertà di scattare sempre, ovunque e senza ansie di costi mi ha consentito di esplorare "il mondo" attorno a me alla ricerca del bello, del particolare, dell’insolito. Senza un confronto, tutto ciò sarebbe comunque stato fine a se stesso e, poco dopo, ho scoperto Usefilm, una comunità a cui devo moltissimo e grazie alla quale ho potuto conoscere tanti eccellenti fotografi, vederne i lavori, ricevere le loro critiche ed i loro consigli e, allo stesso tempo, cercare di essere utile ad altri in base alla mia poca esperienza... e garantisco che ricercare in una foto altrui un consiglio da dare, serve tantissimo non solo al destinatario della critica. Da quel momento, posso dire di aver iniziato a masticare la Fotografia.

Quale genere ti piace maggiormente fotografare?
In assoluto il ritratto; al secondo posto la fotografia di strada (anche se ho poco coraggio di avvicinarmi ad eventuali soggetti).

Hai fatto qualche corso di fotografia?
Ho letto qualche manuale, più che altro per un’infarinatura dal punto di vista tecnico.

Quali sono i fotografi del passato e del presente che più apprezzi?
Non posso dire di conoscere a fondo i lavori di qualche grande noto a tutti, quindi mi astengo dal fare nomi. Posso però dire che ci sono tantissimi meno noti ma che sono stati e sono impagabile fonte di ispirazione sia dal punto di vista della qualità tecnica, sia per quello della potenza espressiva. Uno su tutti, un certo "Gino Quattrocchi".

Che attrezzatura fotografica hai usato nel passato, e quale stai attualmente utilizzando?
Ehm... ho già parzialmente anticipato questa domanda parlando dei miei inizi quindi descrivo la situazione attuale, rappresentata da una Canon EOS 20D e da una 40D con diverse ottiche che coprono il range 10mm fino a 200mm di cui una sola "L": il mio fido 70-200 f/4L. Solitamente, giro con quest’ultimo ed il 17-85IS montati sui due corpi in modo da essere sufficientemente coperto per la maggior parte delle occasioni.

Quali sono gli lo scatti ai quali sei particolarmente legato?
Oddio... non è una scelta semplice ma direi senz’altro questa:


Scattata di notte a Firenze con la Casio in autoscatto montata su un cavalletto da quattro soldi. Sono particolarmente affezionato perché è stata la prima foto di cui, tutt’ora, non mi vergogno a dichiarare la paternità.


Anche questa, del mio bimbo, per l’intensità di emozioni che mi trasmette ogni volta che la guardo.

Quali sono i tuoi progetti attuali e quali quelli per il futuro?
Non ho progetti specifici se non quello di migliorare continuamente e magari, riuscire un giorno a dare un marchio personale, un’etichetta inconfondibile alle mie foto (probabilmente un sogno); nel frattempo lascio scorrere liberamente la mia passione.

Hai mai esposto le tue immagini in mostre fotografiche personali o collettive?
No; se non in occasione della partecipazione ad un concorso locale che si teneva al paese dove sono solito trascorrere i week-end e buona parte delle ferie.

Hai mai avuto riconoscimenti in concorsi fotografici o pubblicazioni delle tue foto su libri o riviste?
Niente di significativo se non per tre anni di fila al concorso cui ho fatto cenno prima o a qualche partecipazione a concorsi su un giornale "free press", con relativa pubblicazione.
Una piccola soddisfazione mi è venuta all’inizio dello scorso anno con la pubblicazione, sul sito di Repubblica, di un calendario (http://www.repubblica.it/2008/02/calendari/amatoriale/valendario/valendario/1.html) che ho realizzato insieme con Valentina Morgana Zeccara e con il fotografo Romolo Milito, il quale ha messo a disposizione sia lo studio, sia la sua esperienza. Entrambi sono diventati miei cari amici.
(vedi anche: il "Valendario" di Paolo Bathelemy su Repubblica.it)

Quanto tempo dedichi alla fotografia?
Poco, purtroppo! ...ma credo di non essere una mosca bianca tra i fotografi non professionisti. Lavoro e famiglia occupano giustamente la maggior parte delle ore disponibili ma, appena mi è possibile, esco con le mie reflexine ed ogni occasione è buona per tirarle fuori. Se dovessi quantificare e fare una media, direi due ore alla settimana. Poi c’è la "camera chiara" ma questa è meno quantificabile perché, lavorando tutto il giorno su un computer, mi ci posso dedicare durante i tempi morti.

Raccontaci un episodio curioso o simpatico legato alla tua esperienza.
L’unico episodio curioso che mi viene in mente, riguarda il mondo dello "showbusiness": stavo tornando a casa con la macchina al collo in seguito ad uno dei miei minitour fotografici ed incontro tre ragazzi che mi chiedono se ho fotografie di VIP; dopo la mia risposta negativa, mi chiedono se gliene faccio una... per la serie vabbè chissenefrega... cheese!...tiè! Mi danno il biglietto da visita per inviargliela e per contattarli nel caso mi fosse saltata fuori qualche spaparazzata. Ci salutiamo.
A distanza di qualche mese rivedo il tizio che sembrava il leader del gruppetto... ma non di persona, bensì sui giornali! Avevo "spaparazzato" Fabrizio Corona! :D

Quando rivedi i tuoi vecchi scatti cosa pensi?
Alcuni mi piacciono e mi restituiscono le stesse emozioni tutt’ora ma penso, con piacere, di aver fatto qualche passettino in avanti dal punto di vista tecnico/compositivo sebbene se mi renda conto che, ancora oggi, non ho un solido filo conduttore che lega i miei lavori. O non è un puzzle... o non sono ancora riuscito a mettere insieme i pezzi.

Dove sono pubblicate, sul web, le tue foto?
Prevalentemente su Usefilm, Photo.net e Flickr anche se, ultimamente, sono un po’ latitante per carenza di tempo.

Un pensiero a chi si avvicina ora al mondo della fotografia.
Fare foto, diversamente da qualche tempo fa, è proprio alla portata di tutti. Qualcuno potrebbe storcere il naso o intendere questa frase in senso negativo ma non è così. Non basta avere una macchina fotografica per essere considerati "fotografi"; lo è solo chi si appassiona, chi porta con sé la fotocamera anche quando va al bagno; chi gode davvero quando vede che sul display (digitalmente parlando) compaiono esattamente le sensazioni che ha provato nell’istante che ha preceduto lo scatto; chi non vede l’ora di mostrare ai famigliari, agli amici, ai colleghi, al primo che passa per strada o al gatto i frutti del suo lavoro. Il fatto che, tecnologicamente, la fotografia sia alla portata di tutti è solo un bene che favorisce lo scambio di idee ed il confronto tra chi della fotografia si innamora veramente. Tre consigli che cerco di dare sempre sono: "Acquisisci le basi, scatta tanto, confrontati tantissimo".








Fotografie: © Paolo Barthelemy


Vuoi chiudere con un saluto o un ringraziamento?
Aggiungo questo punto perché tengo a ringraziare pubblicamente mia moglie Paola che, oltre ad avermi regalato la prima digitale, sopporta tutt’ora che mi dedichi a questa passione, pur sottraendo tempo alla famiglia e pur avendo a che fare con le belle fanciulle che ho fotografato. Ringrazio tutti i fotografi con cui ho legato maggiormente e che ho avuto la fortuna di conoscere su Usefilm ed un ringraziamento particolare lo rivolgo a Libero per la splendida iniziativa di questo blog per appassionati.
Grazie anche a chi ha avuto la pazienza di arrivare a leggere fin qui. Buona luce a tutti!
Paolo

mercoledì 28 gennaio 2009

Fotografi nel web #70: Walter Ferro

Pubblicato su Dentro al Replay il 28/01/2009




Walter Ferro: chi è?
Sicuramente un fotografo per passione.

Quando hai iniziato a fotografare?
Seriamente (si fa per dire) attorno alla fine del 1994.

Quale genere ti piace maggiormente fotografare?
Non c’è un genere in particolare (a parte il mio), mi ritengo un fotografo di ricerca verso nuove forme di espressioni, cerco di interpretare in maniera molto personale e forse anche discutibile tutti quegli eventi che mi interessano.

Hai fatto qualche corso di fotografia?
Sì, in passato, anche se mi ritengo autodidatta al 100% perché ci andavo soprattutto per stare in compagnia e parlare di fotografia con i vari interlocutori.

Quali sono i fotografi del passato e del presente che più apprezzi?
Per parlare dei grandi fotografi mi ci vorrebbe un intero blog a disposizione, comunque visto che vuoi qualche nome, ti accontento. Tanto per cominciare vorrei citare Gertrude Kasebier perché essa ricalcava quello che è il mio spirito fotografico, dove la fotografia non deve semplicemente registrare la realtà, ma offrire un’immagine creativa e originale; poi di sicuro Alfred Stieglitz, Man-Ray, M. Duchamp, Eduard Boubat, Nino Migliori, Mario Giacomelli, tanto per citarne alcuni e comunque tutti coloro che hanno lasciato un impronta importante nella storia della fotografia. Per quanto riguarda quelli presenti, tutti quelli che dimostrano un proprio stile tale da farmi dire: ecco, queste sono foto di... tizio, quelle sono di... caio e così via.

Che attrezzatura fotografica hai usato nel passato, e quale stai attualmente utilizzando?
Ho sempre usato e sto usando il bianco e nero con il medio e grande formato, non chiedermi niente del digitale, non saprei cosa rispondere, comunque mi piace giocarci.



Raccontaci qualcosa del tuo rapporto con il grande Mario Giacomelli.
Eh! Mario è la poesia allo stato puro, il mio rapporto con lui? Peccato che sia durato poco perché lui fisicamente se n’è andato troppo presto; comunque il ricordo di molte domeniche mattina passato insieme al Caffè Centrale, di fronte a un buon caffè e ad una rosetta con la mortadella a parlare di donne, di arte in genere e poi a fotografare rimarrà indelebile nella mia mente finché vivrò.

Qual è lo scatto al quale sei particolarmente legato?
Sono legatissimo a tutte le mie foto, ma in particolare ad una serie “La Voce Del Silenzio” (titolo preso in prestito da una canzone delle Orme), anche se le foto non centrano niente con quella canzone; tra l’altro furono molto apprezzate dal maestro Ferruccio Ferroni e soprattutto da Mario Giacomelli, che inoltre furono le ultime che ha potuto vedere.

Quali sono i tuoi progetti attuali e quali quelli per il futuro?
Tutta la mia fotografia è un progetto; per il futuro sto creando una serie dal titolo “Al di là del Muro” (anteprima assoluta per te).



Hai mai esposto le tue immagini in mostre fotografiche personali o collettive?
Sì, molte volte.

Hai mai avuto riconoscimenti in concorsi fotografici o pubblicazioni delle tue foto su libri o riviste?
Sì, molte volte.

Quanto tempo dedichi alla fotografia?
Praticamente 365 giorni all’anno, se non per altro con il pensiero.



Raccontaci qualche episodio curioso o simpatico legati alla tua esperienza.
Di episodi ce ne sono stati tanti, poi non so se sono curiosi o simpatici. Per esempio non dimenticherò mai la faccia di un tizio mentre mi trovavo a Siena: me ne stavo con la mia gigantesca borsa fotografica, quando mi accorsi che mi stava osservando, al che vidi un gatto che stava rincorrendo un piccione, presi di fretta dal borsone una Minox (una macchina fotografica piccolissima), ma al momento di aprire lo sportellino per far uscire l’obiettivo, esso mi cade per terra e quel tizio, già che mi aveva visto con un gran borsone e una macchina piccolissima, poi addirittura con l’obiettivo caduto per terra, vi lascio immaginare la sua espressione e la mia figura di m...
Oppure la volta che siamo andati a fotografare a Castelluccio di Norcia, siamo arrivati là e non avevo la batteria né i rullini (la mia macchina Pentax 67 aveva una batteria particolare che non si trovava di sicuro da quelle parti; sicché tutto il giorno non ho potuto fotografare.
Ah, mi dimenticavo, una volta mi era capitato di fotografare una modella presso una bellissima cascina; dopo aver pianificato tutto la sera prima, la mattina seguente, preso dalla foga di fotografare questa bella ragazza, sono arrivato alla cascina senza la borsa fotografica, completamente dimenticata a casa.
E poi ce ne sono tanti altri, ma forse i miei amici se li ricordano meglio.



Quando rivedi i tuoi vecchi scatti cosa pensi?
Mah, penso che in fondo adesso non sono molto diverso, credo di essermi migliorato nella progettazione e realizzazione di certi lavori fotografici.

Dove sono pubblicate, sul web, le tue foto?
Nel sito: www.fotoclubmanifatturatabacchi.it e nel blog Gruppo Fotografico Ostra, alcuni scatti sono anche sul tuo blog (my) Summer Jamboree (vedi qui e qui), oppure su google digitando il mio nome.

Un pensiero a chi si avvicina ora al mondo della fotografia.
Qui sono molto cattivo (e non è da me), perdonatemi, purtroppo o per fortuna nella fotografia è stato fatto tutto o quasi; ecco, cerchiamo di fare quel quasi, oppure lasciamo perdere (mi ci metto anche io), comunque è molto importante documentarsi perché conoscere quello che è stato fatto aiuta molto.








Fotografie: © Walter Ferro

Vuoi concludere con un saluto o un ringraziamento?
Innanzitutto ringrazio te per questo spazio e tutti quelli che mi sopportano (non è facile) a mia moglie in particolare, sperando di non trovare un giorno la serratura di casa cambiata.
Ciao e grazie.
Walter Ferro

giovedì 22 gennaio 2009

Fuoco su... Libero Api!!

Stavolta tocca a me... :-)

E' con immensa soddisfazione che segnalo questa intervista al sottoscritto realizzata da Paolo Perbellini (Perbe) dello staff della Community di Fotografia "OltreLaFoto" per la rubrica "Fuoco su...".

Ringrazio Paolo e tutto lo staff di OltreLaFoto; sono onoratissimo di passare, per una volta, da intervistatore ad intervistato.


Dopo una lunga pausa, torna la rubrica "Fuoco su..." proponendo un utente che non conosciamo molto bene per le sue foto, ma sicuramente per le sue interviste di "Fotografi nel web" che di tanto in tanto appaiano anche sul nostro forum di OLF.
Si tratta di Libero Api, l'intervistatore dei fotografi nel web, che oggi viene a sua volta intervistato!
Buona lettura ;)


Libero Api, chi è?

Piacerebbe saperlo anche a me… ;-)
Posso dire… 42 anni, sposato e padre di due splendidi bimbi, vivo a Senigallia, scatto qualche foto e gestisco blogs a tempo perso.


Siamo abituati a vederti postare le tue interviste qui su OltreLaFoto. Ma oltre a questo non conosciamo Libero Api… Dai, presentati per bene!

Qua su OltreLaFoto sono presenti numerosi “fotografi”, di quelli bravi, che fanno Fotografia con la Effe maiuscola.
Io non ritengo di potermi inserire tra loro; mi definirei un fotoamatore autodidatta, non avendo basi né di tecnica né di cultura fotografica in genere; ma mi considero, però, naturalmente dotato nel “vedere” e nel comporre l’inquadratura.
Ho iniziato a “respirare” il mondo della fotografia non troppi anni fa, grazie alla scoperta di siti e forum di condivisione fotografica che mi hanno aiutato molto sia a conoscere altri fotoamatori davvero bravi che a crescere “stilisticamente” e tecnicamente; ho partecipato anche a meeting e raduni di appassionati fotoamatori che mi hanno dato modo di trasformare amicizie “virtuali” in reali; ho assistito in questi anni alla crescita di appassionati conosciuti in rete, dal loro primo approccio con la fotografia fino al professionismo… ho avuto anche parecchie manifestazioni di sincera stima che mi hanno appagato non poco.
Ho frequentato davvero molti siti e forum dedicati alla fotografia sia italiani che stranieri, arrivando quasi a “saturazione” al punto che due anni fa decisi di fermarmi, di non pubblicare e commentare più (o almeno di dare al tutto una brusca ridimensionata) e dedicarmi invece ad un’altra realtà in espansione che stava catturando il mio interesse: il mondo dei blog.
Il mio “primo” blog vide la luce nel novembre 2006; “Dentro al Replay” nacque come spazio destinato a diario fotografico personale e raccoglitore di notizie legate alla fotografia, ma in seguito si è evoluto anche in altri campi, dai reportages alla blogosfera, dalla musica fino all’altra mia passione, i libri.
Un anno dopo creai un secondo blog, stavolta dedicato alla manifestazione internazionale sulla cultura e musica americana degli anni ’40 e ’50 che si tiene ogni agosto a Senigallia e che mi coinvolge (e travolge) in prima persona: il “Summer Jamboree”, una vera miniera d’oro per gli appassionati di fotografia.
Recentemente poi si è aggiunto al piccolo “network” un altro blog, in pratica un raccoglitore delle mie interviste fotografiche… ma di questo parlerò più avanti.

Insomma, di carne al fuoco non ne manca…


Come è nata la tua passione per la fotografia?

Fin da ragazzino la mia compattina a rullino mi seguiva in ogni occasione buona per far foto. Però, nel 2002, grazie ad una ormai preistorica fotocamera Canon PowerShot da 1.2 megapixel avuta in prestito da un amico, scoprii le potenzialità del digitale ed iniziai a guardare il mondo con “occhi fotografici”… fu una cosa per me travolgente!


Hai dei fotografi di riferimento, delle opere di riferimento alle quali ti ispiri correntemente o ti sei ispirato?

Bisogna sapere che abito nella città che diede i natali e nella quale visse tutta la sua vita il grande Mario Giacomelli, città che fu protagonista di una rivoluzionaria epoca della fotografia italiana grazie al Gruppo Misa e a fotografi come lo stesso Giacomelli, Cavalli, Ferroni, Branzi e molti altri; è quindi inevitabile, per qualsiasi fotografo di Senigallia, crescere, confrontarsi e sperare di ripercorrere la strada di questi Maestri della Fotografia.
Qui nella mia città si è costantemente alla ricerca di un “erede” di Mario Giacomelli, ma a mio parere un erede non potrà mai esserci, anche se non è difficile trovare bravi fotografi che interpretano la realtà usando il suo stile (io però non sono tra quelli).
Non mi sento di dire di avere fotografi di riferimento, mi sono avvicinato alla fotografia in maniera autodidatta, senza basi di tecnica fotografica e senza aver mai “studiato” le opere dei “Grandi”.
Credo forse di essere stato maggiormente influenzato dallo stile degli amici conosciuti nei numerosi forum su internet che ho frequentato in questi anni di passione, piuttosto che dai grandi maestri…


Hai un genere fotografico preferito?

Il mio genere fotografico “preferito” varia a secondo del periodo che sto vivendo; nel mio portfolio c’è un po’ di tutto, forse perché non ho ancora trovato una mia “direzione” ma continuo a sperimentare e fotografare ciò che in quel determinato periodo mi va maggiormente, senza pormi obiettivi né limiti.
Adoro da sempre fare foto ai concerti, e soprattutto cogliere l’intima intesa che si crea tra musicista e strumento musicale (in particolare trovo fantastico il dualismo uomo/contrabbasso); ma mi piace anche cogliere di sorpresa la gente comune, usando il teleobiettivo “a tradimento” per immortalare le espressioni, i gesti, i sentimenti di chi non sa di essere il mio modello in quel momento.
Credo comunque di essere in fase di evoluzione e dirigermi sempre di più verso una fotografia “reportagistica” (documentazione di manifestazioni e concerti), forse anche per il tempo sempre minore che posso dedicare alla “ricerca” di una foto più intimistica o artistica che dir si voglia.


Purtoppo non ci sono tue foto su OLF e dobbiamo accontentarci dei link ad altri siti per vederle. Spero che presto arrivino anche su OLF queste tue belle opere ;)










Che attrezzatura hai usato ed usi generalmente?

In passato ho usato fotocamere compatte come la Sony DSC-F717 o la Panasonic Lumix DMC-FZ30 prima di passare al sistema reflex, quasi due anni fa, con una Canon EOS 400D.
Attualmente utilizzo una Canon EOS 450D con tre ottiche che mi garantiscono una copertura di focale che va dai 10 ai 300 mm.: Sigma 10-20, Tamron 17-50 F/2.8, Sigma 70-200 F2.8. Non ho mai scattato in RAW (forse per pigrizia?), e affido la post-produzione ad una vecchia versione di Photoshop.


Bianco e nero o colore? E perchè?

Dipende. Alcune foto nascono in bianco e nero, altre lo diventano; alcune non potranno mai esserlo.
Ultimamente vedo il mondo più a colori (e storto) che in monocromatico…


Passiamo ora alla tua bella rubrica: FOTOGRAFI NEL WEB. Raccontaci come è nata questa tua iniziativa e come si è sviluppata. Illustraci il tuo progetto.

“Fotografi nel Web” è nata nel gennaio 2008 come una rubrica del mio blog “Dentro al Replay” un po’ per scherzo.
Un giorno, anche leggendo qua e là sul web interviste ad alcuni fotografi, decisi di buttare giù alcune domande standard e di inviare il questionario a diversi amici conosciuti negli anni di frequentazione di siti e forum a tema. In parecchi mi risposero entusiasti dell’iniziativa e da lì, con pubblicazioni più o meno regolari, ho pubblicato oltre 60 foto-interviste nell’anno 2008 (ma le pubblicazioni continuano anche nel 2009!) con un riscontro molto positivo su diverse comunità fotografiche, le quali mi hanno anche fatto richiesta di segnalare le nuove uscite sui propri forum.
E’ stata un’iniziativa che mi ha dato molte soddisfazioni, mi ha fatto conoscere nuovi amici ma soprattutto dà a tutti la possibilità di conoscere in maniera più approfondita le persone intervistate, mettendo in luce lati della personalità non visibili “oltre” le immagini da loro prodotte.


Hai partecipato a mostre o concorsi?

Giusto un paio di mostre e di scarsa rilevanza, nella mia città; la prima alcuni anni fa della durata di un pomeriggio per una manifestazione legata ai bambini, la seconda questa estate in concomitanza con il Summer Jamboree dal titolo “Sogni di Rock’n’Roll”, con foto in tema “vintage”.
Di concorsi ne ho fatti diversi, sia di tipo “classico” che esclusivamente su internet; qualcuno ne ho anche vinto, ma anche in questo caso niente di rilevante, anche se mi hanno fatto conoscere sia nella mia città che nella rete. Oltretutto le mie foto sono molto diffuse in internet, all’interno di blog personali o di gallerie su MySpace, sia di amici che di artisti musicali.
Mi ha invece fatto molto piacere essere stato chiamato a far parte di una giuria per un concorso fotografico legato al mondo dei blog, in occasione del “Festival dei Blog 2008” ad Urbino, lo scorso ottobre.


Che cosa pensi delle comunità fotografiche su internet?
Penso che siano un ottimo strumento per chi si avvicina a questa passione: attraverso la condivisione, il mettersi in mostra ricevendo giudizi sul proprio lavoro, l’osservazione del lavori “di quelli più bravi”, si può davvero crescere e migliorarsi.
Sono anche ottimi luoghi di socializzazione, personalmente io devo molto a queste comunità.


Qualche tua personale riflessione in generale sul modo di commentare, sulle critiche, sugli atteggiamenti dei fotografi che popolano il web?

Ti dico come dovrebbe essere, secondo me, la comunità fotografica “ideale”: un luogo con persone innamorate della fotografia, che mettono a disposizione il loro tempo e la loro esperienza per dare consigli agli utenti alle prime armi, che scrivono commenti costruttivi sulle foto sia belle che brutte, che sono disposti a ricevere un commento anche negativo alle proprie foto pubblicate senza risentimento, che partecipano alle iniziative della community e partecipano ai contests ed ai raduni…
Utopia.
Anche se, fortunatamente, nella miriade di siti e forum fotografici italiani qualche piccola isola felice si può ancora trovare.
Nel web, purtroppo, si ritrovano (spesso amplificati dall’anonimato) tutti gli elementi umani negativi presenti nella vita reale; sono quindi normali le invidie tra utenti o tra gli stessi siti, l’arrivismo, le malelingue, le discussioni e le guerre verbali per cose spesso futili.
Secondo me basta poco per “vivere felice” in una comunità fotografica: saper gestire le proprie amicizie e non dare importanza alle cose che non la meritano, ma soprattutto non prendersi troppo sul serio e ricordarsi che si sta nel web per osservare, condividere e passare qualche momento della giornata insieme ad amici con la nostra stessa passione.
Forse sono stato troppo “buonista”? ;-)


Di tanto in tanto, ti vediamo postare sul forum i link delle tue interviste su FOTOGRAFI NEL WEB. Saremmo felici di vederti partecipare anche alla vita fotografica della community, postando tue foto e contribuendo al confronto fotografico con commenti ed interventi sul forum.
Ad ogni modo, caro Libero, personalmente ed a nome di Oltrelafoto.com, ti ringraziamo per il tempo dedicato a questa piacevole intervista, avendo dato modo a tutti noi, di conoscere meglio un utente “speciale” di OLF.


Grazie per l’aggettivo “speciale”. Purtroppo, come ho scritto in precedenza, ho un po’ perso lo stimolo di commentare i lavori degli altri fotografi sui forums, spendo moltissimo del mio tempo libero dietro ai progetti sui miei blogs e su altri spazi del “social-web”, ma prendo il tuo invito come un impegno per il futuro. Siete una bella community, continuate su questi binari.
Un saluto e un ringraziamento a te e a tutto lo staff di Oltrelafoto.

Grazie ed alla prossima intervista ;)
Perbe


L'intervista originale è qua!