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Informo che la pubblicazione di nuove interviste è al momento sospesa a causa del poco tempo a disposizione per seguire il blog come meriterebbe, mi dispiace...
Invito comunque gli utenti a navigare sulle pagine alla ricerca di interessanti interviste, ad esempio questa (postuma) a Mario Giacomelli.

Mi scuso per l'inconveniente con gli affezionati lettori e (spero) a presto!
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giovedì 27 novembre 2008

Fotografi nel web #60: Davide Massignani

Pubblicato su Dentro al Replay il 27/11/2008



Davide Massignani: chi è?
Hmm...bella domanda!! Direi un ragazzo qualsiasi che fino a qualche anno fa sbadigliava davanti alle diapositive del padre e che non avrebbe mai pensato che quella scatola nera con un vetro davanti sarebbe diventata una piacevole "compagna di viaggio". Una definizione?? .. direi fotografo per divertimento.

Quando hai iniziato a fotografare?
La mia esperienza fotografica è nata in piena era digitale. Nel 2005 comprai la mia prima compatta che è tuttora sempre nello zaino. I primi risultati erano pessimi ma qualche foto-ricordo discreta mi spinse ad avvicinarmi all'argomento con l'intento di migliorare i vari aspetti della fotografia vera e propria. Nell'autunno 2005 decisi quindi di investire in un'attrezzatura più adatta per quello che avevo intenzione di fare e... eccomi qua!!

Quale genere ti piace maggiormente fotografare?
Non ho un genere preferito anche se adoro i ritratti ambientati.

Hai fatto qualche corso di fotografia?
Si! Ne ho fatto uno un paio di anni fa. Ricordo che durante una serata feci una domanda sulla post-produzione e la risposta fu : "...non ti preoccupare, fai così che vai bene!!". A quel punto decisi di tornare sul mio percorso di autodidatta fatto di libri, forum e pratica.

Quali sono i fotografi del passato e del presente che più apprezzi?
Direi che fra "quelli di una volta" mi piace molto l'ironia di Elliott Erwitt e il romanticismo di Robert Doisneau. Fra quelli in attività sicuramente i ritratti di Steve McCurry e le atmosfere di Olivier Follmi.

Che attrezzatura fotografica hai usato nel passato, e quale stai attualmente utilizzando?
Come dicevo prima la mia esperienza fotografica è "figlia del digitale". Le prime foto con la compattina Olympus per poi passare al sistema reflex Canon che uso attualmente. La pellicola l'ho vista anni fa nella borsa di mio padre e ultimamente quando decisi di prendermi una Holga.

Qual è lo scatto al quale sei particolarmente legato?
Diciamo che non ho uno scatto a cui mi sento particolarmente legato, ci sono alcune foto che però rivedo sempre volentieri.

Quali sono i tuoi progetti attuali e quali quelli per il futuro?
Ormai il 2008 volge al termine e non ho progetti in corso. Per il 2009 mi piacerebbe sviluppare un tema magari riguardante qualche problematica della mia zona.

Hai mai esposto le tue immagini in mostre fotografiche personali o collettive?
Ho partecipato a un paio di mostre collettive organizzate da Maxartis (MA Paesaggi - Mantova dicembre 2007 / MA - Storia e suggestioni nell’ambiente collinare - Pergine Valdarno Novembre 2008). Nel 2009, forse, avrò la possibilità di una mia prima modesta esposizione nella mia cittadina ma il progetto è ancora da definire.

Hai mai avuto riconoscimenti in concorsi fotografici o pubblicazioni delle tue foto su libri o riviste?
Ho fatto qualche lavoretto locale e alcune foto sono state pubblicate su alcune riviste negli spazi a tema ma niente di rilevante.



Quanto tempo dedichi alla fotografia?
Da quando ho cominciato la fotografia ha rubato spesso e volentieri il tempo ad altri hobby che coltivo... attualmente direi un 75 per cento.

Raccontaci un episodio curioso o simpatico legato alla tua esperienza.
Ricordo con simpatia la serata del concerto dei Verdena. Per quella sera ero stato contattato da un gruppo locale che suonava come spalla e mi chiedeva qualche foto della serata. Una volta accontentati gli amici ne ho approfittato per fare qualche altro scatto e ricordo come i fans incuriositi delle prime file si preoccupavano di farmi spazio, alcuni mi chiedevano se ero di qualche rivista (la risposta ovviamente... SI!!), altri sbirciavano sul display e volevano la mail per avere qualche foto dei loro idoli. Tutto questo mi fece sorridere e pensavo: "...basta presentarsi con un teleobiettivo per sembrare un professionista!!" :-)

Quando rivedi i tuoi vecchi scatti cosa pensi?
Alcuni li rivedo volentieri e mi piacciono ancora come sono, altri penso che si sarebbe potuto fare meglio mentre altri, col tempo, hanno preso la "via del cestino".

Dove sono pubblicate, sul web, le tue foto?
Le mie foto le potete vedere sul mio sito http://mdphoto.altervista.org oppure sono pubblicate su alcune fotocommunity: MicroMosso - MaxArtis - Fotocommunity - Onexposure - Lafotonline.

Un pensiero a chi si avvicina ora al mondo della fotografia.
Non sono bravo a dare consigli comunque direi di avere pazienza, di impegnarsi, di essere autocritici ma soprattutto, almeno per me... divertitevi!







Fotografie: © Davide Massignani

Vuoi concludere con un saluto o un ringraziamento?
Ringrazio mio padre e le sue diapositive, ringrazio quello che ha inventato il digitale e mi ha risparmiato di andare avanti e indietro dal negozio, ringrazio i Forum per la fonte inesauribile di notizie e informazioni, ringrazio le community per la visibilità e gli scambi di opinioni, ringrazio voi per la piacevole intervista e tutti quelli che son passati o passeranno a visitare il mio spazio... Grazie ancora.

martedì 18 novembre 2008

Fotografi nel web #59: Maurizio Cintioli

Pubblicato su Dentro al Replay il 18/11/2008




Maurizio Cintioli: chi è?
Per molti anni fotografo per professione poi, dopo una "pausa di riflessione" lunga 3 o 4 anni durante la quale non ho più preso in mano una macchina fotografica, fotografo per passione e ricerca. Grazie all’incontro con Carlo Gallerati, titolare della Galleria Gallerati di Roma ho iniziato a vedere la fotografia in un modo che non avevo mai considerato prima. Mi sono avvicinato all’arte contemporanea e alla fotografia non più come mondo a se, ma come mezzo espressivo al pari della pittura, della scultura e della video arte. Da lì le prime mostre e i primi riconoscimenti per i miei lavori.

Quando hai iniziato a fotografare?
Veramente tanti anni fa. Verso i 15 anni (ora ho 44 anni) ricordo la prima Kodak Instamatic poi la prima reflex, una Praktica ltl 3 e le prime esperienze in camera oscura da autodidatta.

Quale genere ti piace maggiormente fotografare?
Il mio soggetto preferito sono le persone, la gente e il loro tempo libero. Organizzo sempre i miei lavori per serie, la foto singola non mi interessa. Un aspetto molto importante e che spesso assorbe la maggior parte del tempo che dedico alla fotografia è la progettazione. Prima cerco di "mettere a fuoco" quello che voglio comunicare e come lo voglio trasmettere, poi passo alla realizzazione vera e propria.

Hai fatto qualche corso di fotografia?
Ho frequentato il corso triennale superiore di fotografia all’Istituto Europeo di Design di Roma nel lontano triennio 1985/1988.

Quali sono i fotografi del passato e del presente che più apprezzi?
Mi piace molto osservare il lavoro di altri fotografi, anche sconosciuti. In questo internet è un mezzo perfetto. Tra i fotografi del passato apprezzo molto per motivi diversi: Diane Arbus, Robert Frank, Edward Weston, Eugène Atget, Walker Evans, Mario Giacomelli. Tra i contemporanei, primo fra tutti Massimo Vitali. Poi Desiree Dolron, Sarah Moon, Olivo Barbieri e Lorenzo Cicconi Massi.

Che attrezzatura fotografica hai usato nel passato, e quale stai attualmente utilizzando?
Non dò molta importanza all’attrezzatura. Utilizzo il mezzo che penso possa rendere nel modo migliore il concetto che voglio trasmettere. Se sapessi dipingere userei i pennelli. Attualmente comunque utilizzo esclusivamente fotocamere digitali. Un aspetto importante del mio lavoro è quello della post-produzione per la quale utilizzo photoshop.

Qual è lo scatto al quale sei particolarmente legato?
Qualche tempo fa, avevo in mente di realizzare una serie fotografica che avesse per tema "l’attesa". Ho avuto la fortuna di imbattermi, in un parco divertimenti in Florida, in un’immensa piscina dove la gente più diversa, attendeva l’arrivo dell’onda artificiale che veniva prodotta a tempi prestabiliti. Sono subito corso a prendere la macchina fotografica, ho cercato un punto d’osservazione adatto ed ho iniziato a scattare.


La serie completa e la recensione di Emanuela Costantini.

Quali sono i tuoi progetti attuali e quali quelli per il futuro?
Ho terminato di realizzare da un paio di mesi una serie "Tempus Fugit" che mi ha molto coinvolto emotivamente. E’ stata quasi terapeutica ed è servita ad interrogarmi sul tempo che trascorre e sulle fasi della nostra vita.
E’ stata premiata alla settimana della fotografia che si è svolta nel mese di agosto a Castelnuovo di Garfagnana. In questo momento sto lavorando ad un’altra serie, "moltitudini" che analizza il rapporto delle persone con lo spazio e la mutevolezza delle folle.

Hai mai esposto le tue immagini in mostre fotografiche personali o collettive?
Negli ultimi anni ho avuto la fortuna di esporre in personali e collettive. Tra le personali mi piace ricordare:
febbraio 2008 - Mostra personale "ALTROVE" presso l'Atelier 35 di Roma.
marzo 2007 - Mostra personale "Walking around" presso la Galleria ZEROUNO di Barletta.
febbraio-marzo 2006 - Mostra personale "On the rocks" presso la Galleria ZUMA di Torino.
Tra le collettive:
settembre 2008 - Arte al centoXcento - rassegna d'arte contemporanea presso la Galleria Ottagoni di Roma.
dicembre 2007 - 06_FUORI2 mostra collettiva d'arte contemporanea presso la Galleria Gallerati di Roma.
novembre 2007 - Mostra collettiva "Il Fotogramma" presso il Caffè Letterario di Roma.
ottobre 2007 - Mostra collettiva d'arte contemporanea "Uncomfortable Landscapes" presso la PRIMO PIANO LIVINGALLERY di Lecce.
Dal 23 ottobre esporrò a Milano al Palazzo della Permanente nella collettiva degli artisti finalisti del Premio Arte 2008 indetto dalla rivista ARTE di Mondadori.

Hai mai avuto riconoscimenti in concorsi fotografici o pubblicazioni delle tue foto su libri o riviste?
Sono stato pubblicato tra l’altro su:
ARTE - Mondadori Editore settembre 2008
Foto Cult ottobre 2007
Repubblica.it

Inoltre nel periodo in cui facevo il fotografo professionista ho pubblicato su molte riviste e giornali nazionali.
Tra i riconoscimenti ricevuti:
ottobre 2008 - Premio Arte 2008 - Finalista Premio Arte
agosto 2008 - Portfolio dell'Ariosto 2008 - settimana della fotografia Castelnuovo di Garfagnana - Artista Segnalato.
novembre 2007 - XII Rassegna d'Arte Contemporanea SATURARTE - Artista Segnalato.

Quanto tempo dedichi alla fotografia?
Non abbastanza o almeno non quanto vorrei. Quando lo faccio però mi sento molto bene.

Quando rivedi i tuoi vecchi scatti cosa pensi?
Penso sempre che avrei potuto fare di meglio. Se potessi lascerei sempre le mie serie "in progress" per poterle migliorare. Mi rendo però conto che ad un certo punto per andare oltre occorre chiudere certi discorsi e dedicarsi ad altri temi.

Dove sono pubblicate, sul web, le tue foto?
http://www.mauriziocintioli.it
http://www.flickr.com/photos/maufoto64

Un pensiero a chi si avvicina ora al mondo della fotografia.
Non mi ritengo nella posizione di dispensare consigli. Credo però che come in ogni attività che si inizia, bisognerebbe avere umiltà, essere molto esigenti con se stessi ed ascoltare i commenti e le critiche che possono venir mosse al proprio lavoro.








Fotografie: © Maurizio Cintioli

Vuoi concludere con un saluto o un ringraziamento?
Una persona che devo sicuramente ringraziare è mia moglie. Ci siamo conosciuti in una scuola di fotografia. Le mi ha sempre spronato e consigliato nel migliore dei modi. Quando ho in mente un portfolio, le prime foto vengono sempre sottoposte al suo giudizio. Ho estrema fiducia nelle sue capacità critiche; se il progetto non la convince, sicuramente c’è qualche punto da migliorare e da realizzare in modo più efficace.

venerdì 14 novembre 2008

Fotografi nel web #58: Marco Pavani

Pubblicato su Dentro al Replay il 14/11/2008




Marco Pavani: chi è?
Non sono un fotografo di professione. Sono un insegnante di liceo di 55 anni, in distacco da un paio di anni per seguire a tempo pieno progetti in Africa, cosa che già faccio da dieci anni. Mi occupo di adozioni a distanza, ed ho quasi 1500 “figli” in cinque Paesi dell’Africa Occidentale (Guinea, Congo RD, Costa d’Avorio, Burkina Faso, Camerun), che visito almeno una volta l’anno. Mi occupo anche di reperire fondi per le borse di studio di studenti universitari africani che gli consentano di studiare sul posto. Sono arrivato in due anni a trovare quasi 100 borse, ma il bisogno resta enorme. Seguo dei progetti per l’umanizzazione delle carceri in Guinea, e per l’abolizione della pena di morte, sempre in Guinea. Sono sposato da 20 anni con Roberta, ho un figlio magnifico di 23 anni, adottato, che si chiama Miralem, originario di Mostar, Bosnia parte musulmana, che prima era un ragazzino zingaro (con tante difficoltà personali) figlio del mondo senza nessuno al mondo, ed ora è figlio mio e nostro. Mi definisco soprattutto un viaggiatore che parte con la macchina fotografica per raccontare e condividere quello che vede.

Quando hai iniziato a fotografare?
Verso i 26-27 anni quando, in occasione della laurea, mio padre mi regalò una macchina fotografica RICOH 50 super (io avevo chiesto una macchina-automobile…). Ho iniziato a fotografare per documentare le attività della Comunità di Sant’Egidio, di cui faccio parte dal 1972.

Quale genere ti piace maggiormente fotografare?
Adoro il reportage e i ritratti. Credo che è dai volti che si debba partire per raccontare qualsiasi situazione.

Hai fatto qualche corso di fotografia?
No, mai, ma ho rubato con gli occhi il mestiere accompagnando tanti bravissimi fotografi che raccontavano le attività della Comunità. Parlo di Roberto Koch, Adriano Mordenti, Tano D’Amico, Stefano Montesi e tanti altri. Ho imparato da Adriano il fascino dello sviluppo e le tecniche in camera oscura. Da Tano la passione per il racconto sempre e comunque (penso ai suoi immensi lavori sugli zingari), da Roberto l’organizzazione del lavoro e così via. Recentemente, sull’elaborazione digitale, ho trovato in Aldo Feroce un amico-maestro eccellente, garbato e fermo come si addice a un vero insegnante. Come per tante altre cose della mia vita mi sento uno studente (anche se sono sulla soglia dei 55 non ho perso la voglia di imparare e di scoprire, e mi piace sentirmi ancora studente) ed è sulla strada, on the road, che imparo di più. Anche in fotografia.

Quali sono i fotografi del passato e del presente che più apprezzi?
Del passato: Cartier Bresson per l’atmosfera, per i ritratti. McCullin per la forza del reportage. Scianna, per l’amore del racconto. Del presente Salgado, un idolo, un cercatore dell’uomo sempre e ovunque. Mi piace la sua immensa delicatezza nel raccontare situazioni disperate, in cui emerge la presenza umana a dispetto di tutto.

Che attrezzatura fotografica hai usato nel passato, e quale stai attualmente utilizzando?
Storicamente… se ricordo bene: Ricoh K50 super, poi una serie di Pentax (amavo i suoi obiettivi), dalla X fino alla Z1. Passando al digitale, prima un paio di Minolta Dimage 7Hi, poi la Nikon D70 e adesso la Nikon D200, che trovo adatta alle mie esigenze. Ho tre obiettivi: il 17-55 f.2,8, l’80-200 f.2,8 e il sigma 10-20.

Quali sono gli scatti ai quali sei particolarmente legato?
Questi sono i due scatti che amo di più:


Il primo, quello di Bernadette, lo ritengo una sintesi della mia passione per l’Africa, che vedo come Bernadette: giovane, bella, bambina, con tutta la vita (breve o lunga non fa differenza, ma tutta la vita) davanti, pur se in mezzo al nero del presente, in mezzo al nero delle sue condizioni tragiche da qualsiasi punto di vista le si voglia osservare. E’ uno scatto del 2007, fatto in una baracca del quartiere di Coleah, a Conakry, capitale della Guinea. E’ diventata anche la foto-copertina di un bellissimo libro su DREAM, il programma che lotta contro l’AIDS in Africa, e che ha già salvato la vita a 60 mila malati. E’ anche lo scatto che mi ha convinto ad andarmene da un sito che frequentavo, per la rabbia che mi ha suscitato il fatto che fosse stato praticamente ignorato dallo staff, nonostante avesse avuto un enorme gradimento tra i frequentatori del sito stesso.


Il secondo, “per strada in bici dal nulla”, per l’atmosfera magica del viaggio, sempre in Guinea, tra Conakry e N’Zerekore, dalla costa atlantica alla foresta. Mille chilometri, di cui quasi quattrocento di pista. Più di 22 ore su una quattro per quattro, con amici della Guinea. Ci si ferma per fare pipì, (i miei amici dicono che “bisogna fermarsi per salutare i miei fratelli…”) open-air, ho la macchina al collo, passa un camion che solleva una polvere mostruosa. E dal nulla, contro sole, sbuca un omino in bicicletta…

Quali sono i tuoi progetti attuali e quali quelli per il futuro?
Fotograficamente, vorrei fare un libro raccogliendo i volti, le storie e le situazioni che ho visto in questi dieci anni di viaggi in Africa. Ma il tempo è tiranno, i mezzi sono pochi. Come dicono a Napoli “L’acqua è poca…e la papera non galleggia…”. Mi piacerebbe legare sempre più la mia esperienza fotografica a una rinascita del reportage, un genere che vedo in caduta libera.

Hai mai esposto le tue immagini in mostre fotografiche personali o collettive?
No, mi spiace, la prima esposizione sarà quella di MicroMosso a Lucca.

Hai mai avuto riconoscimenti in concorsi fotografici o pubblicazioni delle tue foto su libri o riviste?
Ho pubblicato tantissimo, su giornali, libri, riviste, in Italia e all’estero, sempre legato agli eventi della Comunità di Sant’Egidio, di cui sono il “fotografo ufficiale”.

Quanto tempo dedichi alla fotografia?
Non so rispondere. Quotidianamente, un’oretta la sera, a qualsiasi ora quando torno a casa. Poi la mattina presto quando mi alzo, ma dipende.

Raccontaci qualche episodio curioso o simpatico legati alla tua esperienza.
Avevo messo in posa un gruppo di bambini, nel quartiere di Hafia, a Conakry – Guinea. Bisognava fare una foto di gruppo per far vedere agli adottanti la condizione “di partenza” per cui era necessario intervenire, appunto, con le adozioni a distanza. A un certo punto passa una ragazzetta a seno nudo, che attraverso il campo fotografico, con la voglia di giocare, disturbare, non so. Dopo la foto, tutti i bambini si sono messi a rincorrere la ragazzina, e sono restato là come un cretino…

Quando rivedi i tuoi vecchi scatti cosa pensi?
Che pippa che sono stato…

Dove sono pubblicate, sul web, le tue foto?
http://www.fotocommunity.it/pc/pc/mypics/947166 http://www.micromosso.com/galleria/thumbnails.php?album=lastupby&uid=823

http://www.fotoarts.org/scheda_utente.php?id_utente=101423 http://www.oltrelafoto.com/mk/forum/album.php?user_id=392&mode=list&mnu=2
http://www.photo4u.org/album_personal.php?user_id=18109
http://www.altphotos.com/Gallery.aspx?&a=MemberGallery&memberid=17305

Un pensiero a chi si avvicina ora al mondo della fotografia.
Guarda, sogna, immagina, scatta, impara dagli altri, racconta, perché attraverso i tuoi occhi altri sappiano.










Fotografie: © Marco Pavani


Vuoi concludere con un saluto o un ringraziamento?
Grazie a te, e a tutti quelli che avranno la pazienza di leggere queste mie parole.
Ciao. Marco