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mercoledì 30 luglio 2008

Fotografi nel web #46: Paolo Di Falco (Topo Ridens)

Pubblicato su Dentro al Replay il 30/07/2008



Paolo Di Falco (Topo Ridens): chi è?
Sono un ragazzo di 29 anni che considera la fotografia la sua più grande passione. La fotografia mi ha permesso di osservare più attentamente il mondo che mi circonda, andando a scovare sfumature che fino a pochi anni fa non notavo minimamente. Sembrerà un’esagerazione, ma in un certo senso è come se la fotografia ti permettesse di vivere la propria esistenza in maniera più ricca, più creativa e meno scontata e banale.

Quando hai iniziato a fotografare?
Ho iniziato circa 3 anni fa, prima di quel momento avevo tenuto pochissime volte una macchinetta fotografica in mano, usandola perlopiù in quelle situazioni che ricorrono un po’ nella vita di tutti: compleanni, vacanze, ecc.

Quale genere ti piace maggiormente fotografare?
Probabilmente i due generi in cui mi riconosco maggiormente sono la fotografia di paesaggio e la fotografia architettonico-geometrica: le geometrie ad esempio ricorrono spesso nelle mie immagini... mi piace l’idea di poter dare vita e significato a qualcosa che generalmente è considerato freddo e inanimato. Basta un po’ di fantasia e a volte si riesce a vedere un mondo fantastico e "alternativo" a quello che siamo abituati a vedere: il tutto mescolando semplicemente tra loro forme, geometrie e colori. Il nick "Topo Ridens" è spesso parte integrante di queste mie particolari visioni fotografiche: ho infatti spesso provato ad immaginarmi come un piccolo topino possa vedere e interpretare il mondo che lo circonda! In ogni caso provo spesso a cimentarmi in altri generi e passo quindi dal ritratto allo still life, dalla fotografia street alla macrofotografia, sempre cercando di mantenere uno stile semplice e minimalista.

Hai fatto qualche corso di fotografia?
Non ho mai fatto corsi di fotografia... ho imparato molto seguendo dei forum di fotografia, osservando le foto degli altri, leggendo i commenti dei più "esperti" e ovviamente sperimentando in continuazione: uno dei maggiori benefici del digitale è a mio avviso proprio il fatto che si possa sperimentare in continuazione senza praticamente dover buttare via soldi...

Quali sono i fotografi del passato e del presente che più apprezzi?
Ad essere sincero non ho mai studiato attentamente i fotografi del passato: è un mio limite che voglio sicuramente provare a superare in futuro, penso infatti che un po’ di storia della fotografia sia fondamentale! In ogni caso, un fotografo del passato che stimo molto è sicuramente Ansel Adams, per i suoi bianco e neri affascinanti e suggestivi. Un fotografo del presente che trovo particolarmente in gamba è Michael Kenna: le sue fotografie mostrano uno stile semplice ed essenziale, cosa che spesso ricerco pure io nelle mie immagini.

Che attrezzatura fotografica hai usato nel passato, e quale stai attualmente utilizzando?
Ho inizialmente scattato con una compatta, una Casio EX z750, con la quale ho cercato principalmente di affinare l’occhio e dando particolare attenzione all’aspetto compositivo delle mie fotografie. Un anno e mezzo fa ho poi deciso di fare il grande passo verso una reflex e mi son ritrovato tra le mani una Canon 400D col suo obiettivo in dotazione (il Canon 18-55). In seguito ho acquistato il 50mm 1.8, il Sigma 10-20 (il mio obiettivo preferito) e recentemente il Canon 55-250 is e dei tubi di prolunga della Kenko.

Quali sono gli scatti ai quali sei particolarmente legato?
È una domanda difficilissima! Penso che se mi facessero questa domanda in momenti diversi risponderei ogni volta in maniera diversa! Te ne mostro 3...


"Sogno di libertà" - A questa sono legato soprattutto perché è una fotografia che non avrò più modo di realizzare tale e quale... mi fa capire quanta poesia, bellezza e armonia si cela nella natura...


"Giramondo" - In secondo luogo ti mostro questa perché a mio avviso in fotografia (almeno per come la concepisco io) è importantissimo l’aspetto interpretativo che si riesce a dare a una determinata scena... io non so se il bambino pensasse davvero di girare il mondo col suo triciclo (ma non mi meraviglierei se davvero lo pensasse: quando si è bambini con la fantasia si è in grado di far tutto!), per me, semplicemente, è come se fosse davvero così... un mondo a misura di bambino!


"tra Inferno e Paradiso" - A quest’altra foto sono particolarmente legato per svariati motivi: ho un rapporto molto speciale col "mio" lago, è probabilmente il soggetto fotografico che più ricorre nelle mie fotografie... mi piace coglierne la sua essenza, le atmosfere che lo accompagnano soprattutto nei mesi invernali... qui, poi, ero stato particolarmente colpito dalla disposizione dei sassi alla riva e dalla presenza delle foglioline colorate all’interno del cerchio di sassi.

Quali sono i tuoi progetti attuali e quali quelli per il futuro?
Salto la domanda perché non saprei cosa rispondere!

Hai mai esposto le tue immagini in mostre fotografiche personali o collettive?
Al momento ho partecipato a 4-5 mostre fotografiche collettive, organizzate dai due portali fotografici a cui sono iscritto. Mi piacerebbe un giorno poter fare una mostra tutta mia, ma c’è sempre tempo...

Hai mai avuto riconoscimenti in concorsi fotografici o pubblicazioni delle tue foto su libri o riviste?
Non ho mai partecipato a concorsi fotografici veri e propri... qualche mese fa ho invece provato per la prima volta a mostrare alcune mie immagini a una rivista del settore, FotoCult per l’esattezza, che ha deciso di pubblicare una mia foto sul numero di febbraio... molto probabilmente pubblicheranno un’altra mia fotografia su uno dei prossimi numeri in uscita...

Quanto tempo dedichi alla fotografia?
Dipende dai giorni o dalle settimane! A volte non prendo in mano la macchina fotografica per un po’ (salvo per qualche foto ricordo fatta ai miei 2 nipotini), magari perché non ho proprio l’ispirazione... altre volte invece succede che in una sola uscita riesco a portare a casa più scatti interessanti (almeno ai miei occhi!).

Raccontaci un episodio curioso o simpatico durante una sessione fotografica.
Episodi particolari non ne ho... più che altro mi capitano situazioni abbastanza ricorrenti a noi fotografi! Ad esempio persone che mi guardano come se fossi un pazzo solo perché mi abbasso a fotografare qualcosa che ai loro occhi non ha proprio senso!

Quando rivedi i tuoi vecchi scatti cosa pensi?
Ad alcune fotografie sono sempre e comunque legato, forse perché mi ricordano ciò che ho provato al momento dello scatto. Inutile dire che spesso rivedendo mie vecchie fotografie mi stupisco delle scelte fatte in quel momento, nel senso che adesso le farei in modo diverso o non le farei proprio perché magari scontate e banali... ma penso che ciò sia del tutto normale, col tempo cresce l’esperienza e probabilmente si diventa anche molto più critici. Nel mio caso però c’è anche un’eccezione, direi quasi il contrario di quel che ho appena detto.
Mi è infatti capitato di fare, alcuni anni fa in vacanza, una fotografia che in quel preciso momento non mi diceva assolutamente niente e neppure mi piaceva particolarmente... È questa: "luci ed ombre". A distanza di tempo ho rivalutato parecchio quella fotografia, potrei quasi dire che è stata la mia prima "vera fotografia" pur presentando ovviamente dei chiari difetti. Forse la mia prima immagine che si discostava dalla semplice foto ricordo... l’unica cosa è che in quel momento non me ne rendevo ancora conto!

Dove sono pubblicate, sul web, le tue foto?
Non possiedo ancora un sito personale... attualmente posto le mie fotografie su due community: photo4u.org e maxartis.it

Un pensiero a chi si avvicina ora al mondo della fotografia.
Il mio consiglio è di non diventare schiavi dell’attrezzatura più costosa. Arriva infatti un momento in cui spesso si ricerca quasi con ansia di accaparrarsi gli obiettivi o corpi macchina più costosi pensando che sono loro a fare una buona fotografia: certo, l’attrezzatura è importante (e importantissima per alcuni generi, tipo la fotografia naturalistica), ma senza un buon occhio, gusto, stile, creatività, fantasia, impegno e quant’altro non si arriverà molto lontano... penso che siano caratteristiche che possano essere presenti in ogni persona molto così come poco, ma penso anche che possano essere sviluppate e migliorate col tempo... l’importante è non scoraggiarsi subito!







Fotografie: © Paolo Di Falco

Vuoi chiudere con un saluto o un ringraziamento?
Il mio è un ringraziamento particolare e spero tanto che la persona a cui mi riferisco possa magari leggere quanto sto per scrivere: voglio infatti ringraziare pubblicamente una brava fotografa dal "nome d’arte" Milacroft, che tra l’altro è stata anche ospite di questo tuo spazio in una precedente intervista. Non ho nessun contatto con lei e tengo a precisarlo perché non dico questo per amicizia o altri motivi di questo genere: in un certo senso è grazie a lei se ho scoperto di avere questa passione... mi spiego meglio: pochi anni fa mi ero iscritto a un forum di informatica per chiedere consigli su un lettore dvd; questo forum aveva anche una piccola sezione fotografica, di cui ai tempi Marta (Milacroft) era moderatrice... beh, io capitai per caso in questa sezione così come per caso finii sul suo sito personale: rimasi immediatamente colpito dalle sue fotografie, dal suo stile tanto semplice quanto raffinato, elegante e creativo... le sue foto mi fecero in pratica vedere un mondo fotografico che non avevo mai considerato prima di quel momento... a quel punto la voglia di mettermi in gioco in prima persona era davvero tanta ed è quindi iniziato il mio piccolo percorso nel mondo della fotografia.
Naturalmente un grazie speciale a chi mi ha sostenuto finora in questo cammino, a chi mi ha fatto crescere fotograficamente e anche e soprattutto a chi ha la pazienza di sopportarmi nei momenti in cui mi estranio dal mondo reale per entrare nel mio mondo fantastico che diventa poi fotografia...

giovedì 24 luglio 2008

Fotografi nel web #45: Giuseppe D'Angelo

Pubblicato su Dentro al Replay il 24/07/2008




Giuseppe D'Angelo: chi è?
Architetto, (micro)imprenditore edile e da poco tempo impiegato con funzioni dirigenziali nella Pubblica Amministrazione. Non mi spaventa provare nuove strade, sono fermamente convinto che si possano ottenere apprezzabili risultati con l’impegno, la tenacia e la costanza. Sono quelle che ho applicato anche alla creazione di Oltrelafoto.com: pur non essendo un programmatore e non avendo mai frequentato prima una community fotografica, sono rimasto affascinato soprattutto dall’entusiasmo che ho letto negli occhi di mio cugino Salvatore, l’altro amministratore che lavora con me ('lavora' per lui è un termine enorme: diciamo che bazzica sul mio studio), quando la prima volta mi mostrò le sue fotografie su una community. Allora mi sono rimboccato le maniche ed un po’ alla volta ho messo su OLF. Poi sono venuti aiuti di amici programmatori che hanno completato il lavoro. Insomma, se dovessi giudicarmi da me, potrei definirmi una persona normale con un valore aggiunto: tenacia e generosità. La genialità, quella non la si inventa: o la si ha oppure, come nel mio caso, no...

Quando hai iniziato a fotografare?
Fotografare... Solo da pochissimo tempo ho capito il reale significato del termine: da studente in architettura facevo foto e sviluppavo anche, perché trovare laboratori che sviluppassero il bn era difficile e costava anche. Ero convinto di saper fotografare. Adesso ho esattamente la convinzione opposta. Perciò devo dire di essere rimasto sorpreso dalla proposta di Libero: vedere il mio nome accanto a quello di fotografi veri, mi imbarazza enormemente. Se ho accettato, è perché lo ritengo un regalo che mi faccio al mio impegno nella creazione e gestione di uno spazio che mi auguro raggiunga l’obiettivo che mi sono sempre posto: la condivisione di esperienze ed il confronto sereno e sincero tra persone accomunate da una passione che dovrebbe unire. Purtroppo, il condizionale non è un caso. Questo è il mio cruccio costante.

Quale genere ti piace maggiormente fotografare?
Da quando ho cominciato ad occuparmi di fotografia (da pochissimo) ho avuto la fortuna di vedere i lavori di tanti fotografi bravissimi non conosciuti al grande pubblico. Affascinato, ho cercato di imitarli, ho fatto tante domande, provato e riprovato. Non avendo una mia identità fotografica, mi sono cimentato in generi diversi. Rispondo perciò alla domanda con una piccola variazione necessaria nel mio caso: i generi fotografici che apprezzo di più sono street, conceptual e lunghe esposizioni. Non faccio preferenza tra analogico e digitale, anche se devo dire che se non fosse per il secondo in molti, a cominciare da me, non avrebbero mai potuto cimentarsi.

Hai fatto qualche corso di fotografia?
Ovviamente no, purtroppo. Tempo fa vidi il progetto di un amico ed apprezzato fotografo che frequentava OLF: un corso di fotografia per bambini. Ricordo che provai ammirazione per lui e sana invidia per gli allievi.

Quali sono i fotografi del passato e del presente che più apprezzi?
Non ho una grande cultura fotografica, tra i fotografi del passato, posso citare Ansel Adams, Robert Capa, Salgado. Del presente, ce ne sono molti che seguo ed ammiro. Tutti fotografi che, come dicevo prima, sono conosciuti quasi esclusivamente nel ristretto mondo delle community e che meriterebbero molto di più. Ma il mio difetto è sempre stato la sincerità e, pur riconoscendo che le persone acute sono quelle che sanno dosare le parole, butto giù un nome: Zefram. Non smette mai di stupirmi con i suoi lavori ed ha una dote che è propria dei grandi: la capacità di affrontare la vita con serenità e semplicità. Ecco, ho fatto un nome ma garantisco che l’elenco è molto più lungo.

Che attrezzatura fotografica hai usato nel passato, e quale stai attualmente utilizzando?
Da universitario utilizzavo una Nikon analogica di mio padre, ma non ricordo il modello. Adesso ho una Canon 400D, 50ino f1/8 della Canon, Sigma 17-70, un 70-300 Tamron ed un 10-22 Canon. Il primo e l’ultimo obiettivo sono quelli che mi affascinano di più.

Qual è lo scatto al quale sei particolarmente legato?
Questa, si chiama "la fabbrica dei miei sogni".


Credo che il titolo sia importante, anche se, come diceva un mio amico e fotografo (uso il passato non perché sia morto, ma perché non lo sento più da parecchio), le fotografie dovrebbero saper parlare da sole. Aveva perfettamente ragione. Almeno in questo! ;-)

Quali sono i tuoi progetti attuali e quali quelli per il futuro?
Il termine "progetto", nel mio caso, è più azzeccato in riferimento alla mia professione di architetto. Rispondo ancora una volta come amministratore di una community e non come fotografo: riuscire a realizzare uno spazio realmente utile per tutti. Uno spazio dove ci si possa confrontare e scambiare modi di vedere anche diversi, distanti, in maniera sincera ma serena. Dove l’autocelebrazione lasci spazio all’apertura scevra da pregiudizi. Dove gli utenti possano fare tutto ciò autonomamente, all’interno di uno spazio in cui chi gestisce sia "trasparente", quasi invisibile. Ho sempre pensato che un luogo in cui si incontrano persone accomunate dalla medesima passione debba autougestirsi, autoalimentarsi, e non essere gestito e diretto, talvolta con interventi censori che non fanno onore alle persone, prima che ai fotografi. Sarebbe la vittoria della civiltà e della partecipazione sociale. Un progetto attuale, ma anche, temo, futuro, molto futuro... Sembra una celebrazione della community che amministro, ma non è così. Io credo che il web dia oggi l’enorme possibilità di accrescere le proprie conoscenze, è fondamentale cercare di trarre da tutte le community che si riesce, anzi si deve, a frequentare quel che si cerca. La rivalità tra community che hanno gli stessi obiettivi o quantomeno medesima tipologia mi fa sorridere: magari si potesse riunire tutte le intellighenzie disperse tra di esse. Sarebbe un’incredibile possibilità per tutti quelli che vivono ed amano la fotografia.

Hai mai esposto le tue immagini in mostre fotografiche personali o collettive?
No, anche se qualcuno, incredibilmente, me lo ha proposto. Ma, come dicevo prima, me ne vergognerei troppo, ancor di più per la mia veste di amministratore. Sembrerebbe, anzi sarebbe sicuramente, un omaggio alla mia posizione, non certo alle mie capacità di fotografo.

Hai mai avuto riconoscimenti in concorsi fotografici o pubblicazioni delle tue foto su libri o riviste?
No.

Quanto tempo dedichi alla fotografia?
Anche qui doppia risposta. Alla fotografia come amministratore almeno due-tre ore al giorno. Alla fotografia come fotografo tantissimo in meno. Farle tutte e due allo stesso modo credo sia quasi impossibile, considerato che anche nel mio lavoro metto lo stesso impegno ed entusiasmo, ma dedicandoci molto più tempo.

Raccontaci un episodio curioso o simpatico durante una sessione fotografica.
Non ce n’è uno specifico. Devo dire che le esperienze più divertenti sono quelle legate alle poche occasioni in cui sono riuscito ad incontrare altri fotografi. Un anno fa circa, in occasione del primo raduno di OLF a Scapoli, ci fu offerta l’occasione di rappresentare la manifestazione in qualità di fotografi, diciamo, ufficiali. In poche parole il Comune di Scapoli ci mise a disposizione uno spazio dove poter tenere i pc, stampanti etc. Noi andavamo in giro per il paese, scattavamo, stampavamo ed affiggevamo le foto nel palazzo del Comune, dove la gente andava a vederle. Poter partecipare ad un evento del genere, stare insieme ad altri fotografi, vederli in azione tra la folla è stata una bellissima esperienza, per me. Ricordo che al termine andammo via, era molto tardi ed eravamo stanchissimi. Arrivati alla mia auto (una "piccolissima" Peugeot 807, quasi un camion) mi accorsi di aver dimenticato i fari accesi dal mattino. Ecco, per me quella è stata la parte più divertente: vederli tutti dietro a spingere e bestemmiare, anche quelli più "importanti".

Quando rivedi i tuoi vecchi scatti cosa pensi?
Di vecchi non ce ne sono, fotografo da troppo poco. Penso che la strada è ancora lunghissima. Penso a cosa pensano gli utenti di una community con amministratori così scadenti. Salvatore è addirittura imbarazzante. Anche nel suo caso la genialità ha fatto il giro largo. Anzi, con lui la natura è stata addirittura crudele, soprattutto sotto l’aspetto neuronale: per questo non ho saputo mai dirgli di no. Si deve al suo entusiasmo la nascita di OLF: che gli utenti lo ricordino, quando ci sarà da denunciare qualcuno per danni.

Dove sono pubblicate, sul web, le tue foto?
Qui: OltreLaFoto

Un pensiero a chi si avvicina ora al mondo della fotografia.
Tanta umiltà e perseveranza. Osservare tantissimo e non aver paura di confrontarsi e soprattutto domandare. Le persone più brave spesso sono anche quelle più disponibili, non bisogna pensare mai di essere troppo distanti per poter avere un dialogo. Approfittare della enorme possibilità costituita dal web: seguire tanto e ovunque, non soffermarsi ad una sola community, provarle tutte. Ovvio che, a seconda del proprio carattere, si sarà portati a preferirne alcune anziché altre. Non arrendersi di fronte ad i primi giudizi negativi.








Fotografie: © Giuseppe D'Angelo


Vuoi chiudere con un saluto o un ringraziamento?
Innanzitutto mio padre per avermi dato con la sua presenza ed il suo modo di agire ogni giorno la prova che debba esserci ottimismo e fiducia nel prossimo. Per la fotografia il mio imbarazzante cugino, i tanti che hanno dato con i fatti quella prova di cui sopra e l’attuale Staff di OLF, composto da persone innanzitutto per bene e disposte al dialogo, al confronto ed anche a mettersi in gioco in un mondo, quello virtuale, che spesso non perdona, in un processo molto più veloce di quello della vita reale.

martedì 22 luglio 2008

Fotografi nel web #44: Marco Castoldi

Pubblicato su Dentro al Replay il 22/07/2008





Marco Castoldi (Marshallcastoldi): chi è?
Sono un fotografo per convinzione, per viscerale necessità, per inconsapevole scelta sbocciata in un gelido giorno d’inverno come mezzo di evasione, come appiglio della mente, come sfogo espressivo. Ma forse non sono nemmeno un fotografo...

Quando hai iniziato a fotografare?
Iniziai a fotografare nel 2005, avvicinandomi svogliatamente al mondo del digitale grazie ad una super-offerta dei megastore di consumer electronic sulle fotocamere digitali da battaglia. Qualche manuale con i primi rudimenti, qualche goffo tentativo stilistico, ma la passione tracimò letteralmente quando, un anno e mezzo dopo, acquistai una reflex: mi si spalancò un mondo.

Quale genere ti piace maggiormente fotografare?
Non credo che la fotografia sia una questione di genere. Credo piuttosto che essa sia il risultato di una propria visione critica, emotiva ed allegorica del mondo. Ritengo che qualsiasi elemento abbia sufficiente dignità per essere interpretato come un soggetto. Mi piace avere un approccio trasversale ai soggetti, cioè guardare soggetti diversi con una chiave di lettura comune. Mi piacciono le atmosfere fredde, introspettive, riflessive, a volte drammatiche. Prediligo le composizioni semplici, con i giusti rapporti, con pochi elementi di grande forza. Adoro tutto quello che permette di andare oltre alla concreta realtà, qualsiasi cosa contribuisca a creare un grado di astrazione: bianco nero, lunghe esposizioni, tagli decisi, ombre profonde, punti di ripresa inusuali, geometrie...

Hai fatto qualche corso di fotografia?
Si, un corso general generico per principianti nel quale si dovrebbero imparare i principali rudimenti tecnici, che in realtà dominavo abbondantemente grazie a 5 o 6 manuali divorati nei mesi precedenti. Il corso fu un’ottima opportunità per condividere la mia passione con altre persone, ma dal punto di vista formativo mi fece più male che bene: solo più tardi avrei capito che il digitale meritava un approccio tecnico specifico che probabilmente il fotografo del mio paesello, con la vetrina piena di foto di sposi sotto gli alberi, stiracchiate in pacchiane cornici d’argento, ancora disconosceva...

Quali sono i fotografi del passato e del presente che più apprezzi?
Ammetto di non avere una conoscenza enciclopedica della storia della fotografia. Sopra a tutti il mio autore preferito, stranamente paesaggista, è Michael Kenna capace di trasformare in una favola il nulla assoluto. Ultimamente sono stato molto colpito da Jerry Uelsmann e Storm Thorgerson, ciascuno rappresentante a proprio modo di un filone prettamente immaginifico e concettuale che mi ammalia sempre di più.

Che attrezzatura fotografica hai usato nel passato, e quale stai attualmente utilizzando?
L’attrezzatura del passato è la stessa del presente e con buona probabilità continuerà ad esserlo nel futuro: Canon 400D, 17-40 F/4 L, 50 F/1.8 mk I, 70-200 F/4 L, borsetta, cavalletto, scatto remoto. Credo che l’attrezzatura sia molto importante, tuttavia debba essere dimensionata alle esigenze del fotografo. Mi piacerebbe passare al pieno formato semmai i prezzi saranno abbordabili.

Quali sono gli scatti ai quali sei particolarmente legato?


"Due modi di morire": questa foto rappresenta per me la riconciliazione di due opposti. Due soggetti apparentemente antitetici, ma con un miserabile destino convergente. Sono particolarmente legato a questa immagine perché rappresenta fedelmente la mia emotività. Inoltre, è stata la prima volta in cui ho compreso che la fotografia poteva acquistare un notevole valore creativo costruendo l’immagine da zero, non solo limitandosi a ritrarre la realtà esistente.


"Improvvisando": è un condensato di geometria, schemi e musicalità. Mi piace l’estrema stilizzazione delle forme e quel lieve surrealismo dato dalle molteplici ombre contrapposte a solo due soggetti principali.


"In controluce": è un’interpretazione astratta della fisiognomica umana basata sulla gestualità e sulla luce, in cui non è importante il volto, l’aspetto, lo sfondo, il contesto. Per me questa immagine è l’essere riuscito ad interpretare con la stessa chiave di lettura la figura umana, che solitamente è sottoposta ad una lettura più concreta, incentrata troppo spesso unicamente sulla bellezza.

Quali sono i tuoi progetti attuali e quali quelli per il futuro?
Attualmente sto pensando ad organizzare un piccolo team per sviluppare un progetto molto oneroso che ha lo scopo di unire arti diverse: fotografia, musica, letteratura e cinema. La mia idea è coinvolgere persone con competenze diverse che possano realmente dare un valore aggiunto in termini di idee e che siano parte attiva nella realizzazione fisica del progetto stesso.
Il progetto dovrebbe occupare almeno i prossimi 2 anni. Al momento abbiamo già steso le prime idee e sono in procinto di passare agli scatti veri e propri.

Quanto tempo dedichi alla fotografia?
In genere, dedico un paio d’ore durante il giorno per documentarmi, studiare mentre il week end lo dedico agli scatti veri. E’ una passione onerosa in termini di tempo e richiede una certa dose di sacrificio. A volte è frustrante quando i risultati stentano ad arrivare.

Quando rivedi i tuoi vecchi scatti cosa pensi?
Salvo rare eccezioni penso: "Orrore!" col passare del tempo si imparano molte cose e si alza sempre l’asticella essendo sempre più critici verso se stessi.

Dove sono pubblicate, sul web, le tue foto?
Le mie foto sono pubblicate su parecchi siti e forum. Alcuni li frequento con assiduità, altri li consulto solamente, altri ancora ho smesso di bazzicarci. Mi piacerebbe tra qualche tempo riuscire ad avere un sito internet personale dedicato ovviamente alla fotografia.

Un pensiero a chi si avvicina ora al mondo della fotografia.
Non credo di essere nella posizione di dare suggerimenti. Provo a fare la parte dello spettatore: siate critici con la critica, cercate di essere curiosi ed andare fino in fondo alle tematiche che esplorate. Chiedetevi continuamente perché, ma soprattutto siate coerenti e cercate di dire con le immagini quello che nessun altro eccetto voi potrebbe dire con lo stesso soggetto. Fare cartoline non serve a nulla, esistono già le cartoline al tabaccaio... e costano appena 50 cent!







Fotografie: © Marco Castoldi
marshallcastoldi@hotmail.it

Vuoi chiudere con un saluto o un ringraziamento?
Un ringraziamento infinito lo devo a mio cugino Alessandro: da lui ho imparato la cura dell’immagine fino alla stampa, il gusto dell’essenziale e la visione elastica delle "sacre regole". Il ringraziamento andrebbe esteso anche per gli innumerevoli prestiti di attrezzatura, per il tempo dedicato alle mie stampe. L'ultimo sentitissimo ringraziamento lo rivolgo a tutti gli amici con cui ho collaborato, che hanno sopportato e sostenuto le mie folate umorali.